Ci sembra doveroso lasciare questo spazio divulgativo della tecnica del Rebirthing a colui che è, secondo noi, l’esponente più rappresentativo del Rebirthing Transpersonale, legati anche da un profondo sentimento di riconoscenza e stima. In questa pagine troverete articoli scritti dal dott. Filippo Falzoni Gallerani che ha la capacità, secondo noi, di tradurre la complessità della coscienza alla semplicità del suo autoaccadere.

Per una mia brevissima presentazione dirò che ho sviluppato questo metodo negli ultimi trent'anni, ho fondato l'Associazione A.R.A.T (fino al 2010), pubblicato tre libri e avviato una Scuola per la sua corretta diffusione che ha già formato molti qualificati professionisti del Rebirthing Transpersonale.
Circostanze della mia vita e specifiche esperienze hanno influenzato la sintesi che il "Rebirthing Transpersonale" rappresenta. Da ragazzo ebbi un'esperienza "perimortale" (a causa di un'incidente motociclistico negli Stati Uniti fui molto vicino alla morte) e ciò mi fece sperimentare stati di coscienza non ordinari attraverso i quali vissi per lunghi momenti una dimensione della realtà molto più profonda e liberatoria.
Ciò mi spinse ad approfonditi studi sulle potenzialità latenti della mente. Fui così attratto dalla psicologia e dalla ricerca sulla psiche e dopo la laurea in Psicologia in Italia frequentai corsi postuniversitari negli Stati Uniti, e contemporaneamente di autoindagine, e di pratiche spirituali, ecc. soggiornando a lungo in un ashram sull'Himalaya, dove per molti anni ho svolto discipline severe con un maestro della tradizione Shivaita. Prima ancora di sapere dell'esistenza della Psicologia Transpersonale cercavo un'integrazione tra i metodi della scienza occidentale e quelli della saggezza dell'Oriente. Quella saggezza (non solo orientale) che attraverso i secoli e in tutto il mondo, indica la via verso la conoscenza del Sé, e a cui ci si riferisce come "Filosofia Perenne". Ho studiato gli scritti di Ramana Maharshi, Krishnamurti, Aurobindo, Nisargadatta Maharaj, Muktananda, ho tradotto brandi dell'Advaita Vedanta e di altri maestri e filosofi sviluppando allo stesso tempo un approccio laico basato sulla conoscenza della psicologia e della scienza occidentale, e sull'approfondimento di Freud, Jung, Hillman, Maslow, Neumann, Watts, Boggio Gilot, Bohm, Capra (e molti altri studiosi occidentali) e ai nuovi paradigmi della Fisica Quantistica. Sono così approdato negli anni alla visone integrale di Ken Wilber, che nei suoi scritti presenta una innovativa sintesi dei principali campi della conoscenza umana, dalla fisica e dalla biologia, passando per la filosofia e la psicologia fino alla spiritualità.
L'opera di Wilber è, infatti, una fonte permanente di ispirazione per una coerente teoria di riferimento.
Nella mia ricerca ho trovato nella respirazione intensa del Rebirthing Transpersonale l'ideale catalizzatore per indurre esperienze interiori che si modulano attraverso la manifestazione di fenomeni di catarsi, trascendenza e integrazione dei diversi livelli dello sviluppo individuale.
Tali livelli - spesso indicati come "Grande Catena dell'Essere" - sono convenzionalmente suddivisi in: corpo, mente, anima e spirito non duale, (o: materia, vita, emozioni, mente, anima, e spirito. Ci sono naturalmente molte altre possibili sotto-suddivisioni che ampliano questo schema universale come quelle di Aurobindo, della Filosofia Advaita, di maestro Eckart, o del Buddismo Tibetano. Ken Wilber organizza in schemi di confronto un centinaio di modelli evolutivi antichi e moderni dell'Oriente e dell'Occidente).
I "livelli di sviluppo" sono riconosciuti dalla psicologia classica moderna, basti ricordare Piaget, ma, la psicologia occidentale generalmente si è limitata allo studio dello sviluppo individuale sino ad alla razionalità matura di un io integrato, mentre, la Psicologia Transpersonale, pur riconoscendo la validità della Psicologia Classica, si spinge oltre e si rivolge anche a livelli superiori che appartengono a dimensioni, sottili, psichiche, causali e non duali. Wilber, inoltre, nello sviluppo delle sue teorie verso una Psicologia Integrale, propone una sintesi che oltre a riconoscere i livelli transpersonali (caratteristici del mondo antico e premoderno), li correla con gli con aspetti scientifici ed oggettivi che la modernità e postmodernità hanno messo in primo piano (spesso trascurando però le dimensioni delle profondità interiori e gli stati di trascendenza, se non giungere sino al punto di negarne del tutto l'esistenza per l'influsso dello scientismo materialista dominante). Il mondo soggettivo dell'io (interiore) ha correlati con gli aspetti oggettivi del sistema nervoso (esteriore). Agli stati d'animo corrispondono certamente modificazioni neurofisiologiche, che il mondo premoderno non conosceva. La mente tuttavia non può essere ridotta agli aspetti organici del cervello anche se questa corrispondenza che non va trascurata, bensì, profondamente studiata. Per questo deve essere riconosciuta l'importanza sia della dimensione interiore, sia degli aspetti oggettivi e fisiologici. Allo stesso modo il mondo collettivo "interiore soggettivo" e "esteriore oggettivo" (la cultura e la società) sono anch'essi aspetti che vanno presi in considerazione e correlati per una visione integrale dell'uomo. La modernità ha portato la differenziazione delle sfere dei valori (arte, morale e scienza). Questa differenziazione ha reso possibile che ogni campo potesse svilupparsi autonomamente e liberamente e raggiungere quindi sviluppi impensabili nel mondo premoderno, dominato dal pensiero mitico e magico. Il mondo moderno ha portato alle grandi democrazie, ai diritti umani, alla fine della schiavitù, ai diritti delle donne, e a straordinarie scoperte nel campo della medicina, della fisica e della psicologia.
Questo sviluppo, d'altro canto, ha come aspetto negativo l'aver trascurato o negato le dimensioni interiori, concentrandosi esclusivamente sui fenomeni oggettivi misurabili e ripetibili.
La premodernità ci ha lasciato la "Grande Catena dell'Essere". Le tradizioni spirituali, oltre ad aspetti indubbiamente mitici contengono anche le esperienze "scientifiche" della millenaria ricerca interiore e d'autoindagine, svolte da quegli individui che in ogni tempo hanno rappresentato le vette evolutive delle potenzialità coscienziali dell'uomo, che come ho detto, la modernità ha rimosso. Queste dimensioni interiori sono
reali e possono essere studiate e sperimentate da ogni uomo che applichi i metodi opportuni, e non devono essere ridotto a un epifenomeno di funzioni materiali e tanto meno a una pura illusione.
Quando si differenziano gli aspetti mitici dai metodi di autoconoscenza si possono cogliere gli aspetti trasformativi e perennemente validi delle tradizioni spirituali.
La "visione integrale" cerca di riunire il meglio dei raggiungimenti dell'uomo, sia in tempi premoderni che moderni e postmoderni. Scienza e religione, possono così trovare punti d'integrazione estremamente importanti per il mondo d'oggi che si confronta con problemi che non hanno precedenti storici, e con una profonda crisi dei valori e, tuttavia, anche con nuove prospettive per lo sviluppo individuale e sociale.
Le dimensioni dell'"io", del "ciò" e del "noi" vanno considerate nelle loro importanti correlazioni, e per questo è necessario lo sviluppo di sempre più approfonditi e ampi studi interdisciplinari e devono essere applicati metodi a "tutto campo" che permettono di armonizzare ed integrare ognuna di queste sfere.
Il problema del singolo viene quindi visto in una dimensione che comprende lo sviluppo interiore, l'equilibrio fisico e le relazioni intersoggettive sociali e culturali.
Il Bello (io? arte) il Buono (noi? morale) e il Vero (ciò - scienza): quest'integrazione, - che spazia dalla neurofisiologia, alle pratiche meditative, dalla filosofia all'antropologia e alla sociologia, insieme a molte altre valide intuizioni sulla natura dello sviluppo psicospirituale e sulle pratiche adatte all'uomo moderno, -fanno di Wilber un validissimo riferimento per l'approccio della mia scuola. La sua vasta opera che sta avendo riconoscimenti internazionali (oltre cento gruppi di studio solo negli USA e apprezzamenti da parte dei più noti scienziati) è poco conosciuta in Italia e per questo ho creduto bene tradurre alcuni dei suoi testi, per introdurli nei miei corsi didattici.
L'approccio del Rebirthing Transpersonale con questi presupposti, riconosce quindi, non solo le dinamiche dell'io e del suo sviluppo, prendendo in considerazione i principi della bioenergetica, della psicologia dinamica, e della psicologia analitica, ma, attraverso la soluzione delle problematiche appartenenti a questi livelli conduce a esperienze di profonda intuizione e consapevolezza e ad autentiche occasioni di risveglio-realizzazione.
Questo approccio si inserisce nel contesto collettivo odierno in cui si può constatare l'emergere di un nuovo piano di coscienza, che è opportuno affrontare anche in modo "scientifico" e radicato in una visione inclusiva di tutte le principali e più significative ricerche sull'uomo.
Gli stati di risveglio e liberazione sono caratteristici della vera salute olistica, che si manifesta nella realizzazione della creatività personale e nella serenità interiore che è concomitante alla conoscenza del Sé, condizione essenziale per l'autorealizzazione e un permanente benessere psicofisico. Come diceva Jung: "La vera terapia consiste nel riconoscimento del divino; più si raggiunge l'esperienza del divino, più si è liberati dalla maledizione della patologia".
Scopo fondamentale del metodo è quindi la ricongiunzione con il nostro Sé che, di fatto, è la "Coscienza Cosmica" e la "Natura Essenziale".
Quest'Intelligenza intrinseca della natura profonda dell'essere psicobiologico, è in grado di attivare "intelligenti" processi d'autoguarigione e autorealizzazione.
“Siamo ancora in un territorio di "definizioni fondamentali", che includono l'affermazione che l'intelligenza che governa l'intero universo e regola la nostra vita fisiologica, il battito cardiaco, il respiro, l'attività elettrica cerebrale, è una legge naturale, dotata di creatività e potere illimitato d'organizzazione”. Wallace in "Fisiologia della Coscienza".

Il metodo del Rebirthing ad approccio Transpersonale, che si basa su un particolare tipo di respirazione intensa e prolungata, presenta alcune somiglianze con la Respirazione Olotropica di Stanislav Grof, lo psichiatra che ha contribuito enormemente allo sviluppo della Psicologia Transpersonale e alla diffusione di tecniche esperienziali per raggiungere stati non ordinari di coscienza. Tra il metodo di Grof e il mio esistono tuttavia alcune profonde differenze sia per quanto riguarda la pratica che il contesto teorico. Le differenze sono ancora maggiori e spesso sostanziali, con le altre scuole di Rebirthing d'origine Statunitense.
Diversamente da altre scuole di Rebirthing, infatti, la seduta non è indirizzata a priori verso particolari esperienze (il trauma della nascita, il bambino interiore, la stima di sé, la catarsi, ecc) non è neppure facilitata o contenuta da esercizi mentali come quelli del pensiero positivo (affermazioni o simili) né limitata al lavoro sull'io.
Il setting è indirizzato invece, a favorire un incontro con "ciò che è", e alla diretta percezione dei movimenti mentali per trascenderli nella consapevolezza della natura del "Testimone dell'esperienza" (l'Atman Brahman della tradizione Indù). Per questo Wilber, - spesso critico verso la banalizzazione della spiritualità come quella che a volte ci è stata proposta dal movimento New Age ci offre, - ritiene importante (per non confondere esperienze regressive con autentiche esperienze evolutive), la suddivisione dei livelli in "pre-egoici, egoici e transegoici", oppure "prepersonali, personali e transpersonali", o anche "prerazionali, razionali e transrazionali".
Un approccio a tutto campo permette di affrontare ciò che si manifesta senza interferenze e, grazie alla potente attivazione della respirazione intensa, induce facilmente profonde esperienze trasformative con autentiche realizzazioni psicospirituali, che si accompagnano ad un confronto più vero e diretto con il mondo e con sé stessi.
Per citare Wilber: "Un terapeuta a "tutto spettro" lavora con il corpo, l'ombra, la persona, l'ego, l'io esistenziale, l'anima e lo spirito, tentando di portare consapevolezza ad ogni livello, cosicché ognuno possa unirsi alla coscienza nello straordinario viaggio di ritorno al Sé e allo Spirito, che è base e sostegno dell'intera rappresentazione. Un terapeuta a tutto spettro è un archeologo del Sé. Questa, tuttavia, è un'archeologia che dissotterra il futuro, non il passato. Questa profonda archeologia scava all'interno per trovare l'oltre, l'emergente e il nuovo, non quanto è già sepolto; gli strati più profondi ci spingono avanti, non indietro; sono strati di Eros, non di Thanatos; portano alle nascite del domani, non alle tombe di ieri."

Il Rebirthing Transpersonale, si basa su un approccio laico e mantiene ben salde le sue radici nella scientificità, e probabilmente quest'approccio è una delle più efficaci vie per la spiritualità e l'autorealizzazione dell'epoca del computer, cioè, un modo rapido per un'esperienza profonda e liberatoria che permette di affrontare al meglio la vita quotidiana. Non permette di fuggire la realtà in dimensioni regressive ed illusorie fantasticherie, come certi metodi della New Age che pare vogliano riportare all'onnipotenza infantile. E non induce neppure di "usare la mente" per "cambiare la mente" cosa che conduce spesso a noti paradossi, e fa arenare i progressi interiori nelle sabbie mobili dei giochi del pensiero. Al contrario può essere un concreto strumento per l'autoguarigione e trova efficacissima applicazione per la soluzione di problemi molto diffusi oggi.
Disturbi come l'ansia, la depressione o la maggior parte degli squilibri psicosomatici, trovano rapida soluzione all'interno del processo di energicizzazione e di sviluppo della consapevolezza. In particolare si dimostra risolutivo per gli "attacchi di panico", perché esiste una diretta relazione tra la respirazione e questo diffusissimo disturbo. Ho una casistica molto ampia di risultati eccellenti, a volte in sole 2 o 3 sedute, e ho pubblicato su questo argomento numerosi articoli avendo osservato la scomparsa del disturbo in centinaia di soggetti. Recentemente molte ricerche medico scientifiche hanno confermato le mie esperienze. All'ospedale San Raffaele di Milano il Prof. Marco Battaglia, dopo dieci anni di ricerche ha costatato che i pazienti sofferenti di panico mostrano un'ipersensibilità all'anidride carbonica (che secondo le mie ricerche è innescato da un pre-esistente stato di subventilazione), e ha confermato il legame diretto tra respirazione e panico. I risultati di questa ricerca sono una conferma molto importante della mia esperienza, seppure le cure proposte siano farmacologiche, (inibitori dei ricettori dell'anidride carbonica per interrompere istantaneamente - ma temporaneamente - la reazione e il conseguente stato d'alterazione) mentre, al contrario, il mio metodo permette di ristabilire stabilmente l'equilibrio respiratorio, con risultati definitivi e senza gli effetti collaterali dei farmaci.
E' stato per me importante, sin dall'inizio della mia attività dare credibilità scientifica a questa pratica, e dignità e riconoscimento agli stati non ordinari della coscienza spesso rifiutati dalla "scienza ufficiale".
Questa aspirazione si sta concretizzando perché finalmente, negli ultimi anni, il Rebirthing ad approccio Transpersonale è stato applicato all'interno delle istituzioni con approfondite ricerche cliniche e con test ematici e psicologici. La ULSS del Veneto ha stanziato fondi per proseguire le ricerche iniziate con un gruppo di pazienti di una comunità terapeutica, dal momento che sono stati constatati risultati molto superiori alle aspettative e a ogni statistica. Recentemente è stato creato un gruppo di ricerca interdisciplinare cui collaborano psichiatri, psicologi, sociologi e scienziati di diverse discipline. Tra questi il Dott Giuseppe Cicciù Coordinatore Dipartimento Dipendenze Patologiche ULSS 5 Ovest Vic.- Coordinatore G.I.R. (gruppo interdisciplinare di ricerca) scrive in una recente pubblicazione: "Alcune pratiche cliniche, considerate "non convenzionali", sembrano fornire un apporto significativo sul piano terapeutico nella cura del tossicodipendente. L’idea che il mondo scientifico sia in grado di fornire dei modelli teorici a cui possono fare riferimento queste pratiche terapeutiche è una suggestiva speculazione che apre spazi nuovi alla ricerca, per costruire attraverso la “buona scienza" i paradigmi della corretta utilizzazione di modelli di intervento non convenzionali in ambito clinico."
E più avanti riassumendo alcune delle ricerche svolte constata, ad esempio, che:
"I consistenti passi avanti della ricerca psicobiologica e in particolare della psiconeuroendocrinologia hanno offerto l’opportunità di conoscenze straordinarie sui correlati "organici" dei fenomeni psichici e comportamentali. I dati preliminari ottenuti in un protocollo, in collaborazione tra il Centro Studi del Ser.T di Parma e il Ser.T di Montecchio Maggiore, dimostrano, (ad esempio) che in soggetti esposti per la prima volta ad un'intensa sessione di iperventilazione avviene l’attivazione dell’HPA-axis e la secrezione di Prolattina e Cortisolo. Tale risposta ormonale si presenta all’apice della iperventilazione polmonare e precede di poco manifestazioni comportamentali quali: perdita di controllo degli impulsi, caduta delle difese egoiche con conseguente emersione di vissuti emotivi autentici. Nei soggetti esposti abitualmente all’iperventilazione, al contrario, gli effetti "vantaggiosi" del trattamento si associano a una lieve riduzione della risposta surrenalica, in associazione alle risposte della prolattina"
Questo e solo un esempio, tra i tanti, delle ricerche avviate; altri studi sono in programma per poter conoscere sempre più approfonditamente i fenomeni correlati con l'iperventilazione, mentre è già assai ampia la casistica clinica.

Concludo con una frase di Sri Aurobindo:
"Legge e scopo principale della vita individuale è la ricerca del proprio sviluppo. Consapevolmente o semiconsapevolmente, o con un inconscio e oscuro brancolare, la vita individuale si sforza sempre, e a buon diritto, di trovare un'autoespressione, cioè a trovare sé stessa, di scoprire in sé la legge ed il potere del proprio essere ed attuarli. Questo scopo è fondamentale, giusto ed inevitabile perché, nonostante tutte le riserve e obiezioni che si possono fare, l'individuo non è semplicemente un'effimera creatura fisica, una forma di mente e corpo che si aggrega e si dissolve, ma un essere, un potere vivente dell'Eterna Verità".

Dott. Filippo Falzoni Gallerani


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