November rain'

Ore 5.45 di Mercoledì.
Che dormita record, mi sento così bene stamattina, felice e riposato che erano decenni che non lo provavo. Sono sorridente, sento proprio di emanare questa mia energia a tutto, accolgo il risveglio dei miei camerati con un sorriso che contraccambiano, accolgo le infermiere corsiste con il sorriso, persino la caposala, e tutti indietro, mi sorridono. Una magia. Ho provato una gioia indescrivibile nel constatare che non sentivo dolore alla spalla mentre mi lavavo l'ascella, che il ritmo della cacca si è risistemato nei tempi e nella consistenza. Ora ho veramente la percezione di star guarendo, e che tra breve tornerò a casa sano e salvo.
Un appunto per la mia cara e dolce Ioletta, che sento stanca e affaticata dalle mille cose che da sola porta avanti, mi sento riconoscente sempre di più e per questo il mio amore incondizionato e divino è l'unica cosa che posso offrigli. Ora è abbattuta anche dall'errore commesso per aver cambiato gestore da Telecom a Vodafone, con il risultato ( che già avevo previsto) di avere un' ammenda da pagare e la linea interrotta per almeno un mese.
Sono stato colpito dalla condivisione del suo risentimento nei miei confronti, risentimento legittimo visto la mia apatica chiusura in una trappola che ci stava allontanando. Mi colpisce la sua fatica nel gestire quel mostriciattolo di Emil.
Cara Ioletta ti amo più della mia vita, la tua forza e la tua umiltà è esempio, una guida che illumina i miei difetti, le mie insicurezze. Stare con te è il vero, unico e profondo significato della mia vita. Ora come dono per tutti i suoi sacri-fici avrai un Luchetto, nuovo nuovo; pronto per burrachi, viaggi e manicaretti. Dai Iole, ce se pò pure sta!!.
Ah dimenticavo!!, dopo tanti soprannomi dati, ieri ho ricevuto il mio datomi da una simpatica infermiera napoletana, cerco di trascriverlo in napoletano:
SEMBA A GGIRA italiano per Sempre girando. Luca
Mercoledì 11 novembre 2010
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Novembre rain
Che spettacolo la pioggia di Novembre!
Che bello l'autunno, che accarezza, nutre e prepara Madre Gaia, sfinita dopo le stagioni di produttività, al lungo e meritato sonno e riposo invernale.
Io oggi mi sento un leone, ho dormito profondamente dalle 22.30 alle 4.00 senza sosta, un record. La mia cacca sta ritornando regolare e soprattutto morbida. I dolori (tranne quelli del derby) si sono attenuati notevolmente, ed il mio umore è alle stelle. Comincia ad affiorare una leggera voglia di andare a casa, ma questa volta per bene. Ho persino ridotto le flebo a due la mattina, così da evitare le punture intramuscolo al ritorno a casa e finire la cura al day hospital.
Tutto ciò grazie alla intuizione geniale di Doc Big Mama, che, visitatomi al mio ingresso in chirurgia, mi ha, da sola senza interpellare nessuno, cambiato e ridotto la terapia, dandomi quell'antibiotico che l'intero staff, compreso il patriarca, non era stato in grado di darmi.
Doc Big Mama, in servizio all'ospedale di Bracciano da 36 anni, diabetologa e nefrologa, quando ti passa vicino o ti parla, o quando la sera prima di coricarsi passa a dare la buonanotte ad ogni singolo paziente dl reparto, ti senti 'benedetto', un vero e proprio 'darshan'. Umana, autorevole, competente a tutto spettro, solitaria. Senti proprio che lei è lì, solo ed esclusivamente per i pazienti. Ripeto, un vero blessing averla incontrata.
Lei è l'esempio vivente della realizzazione della donna attraverso la trascendenza dell'etica della cura. Come dice la Gilligan, la donna si evolve e si completa attraverso l'etica della cura; tanto più una donna riesce a prendersi cura di più 'altri', fuori , tanto più il sue Sè ne abbraccia 'altri' dentro. In altre parole, tanto più ampia è la porzione di mondo che il suo l'abbraccio riesce a com-prendere; tanto più Sè sarà 'realizzato', più superficie = più profondità. Oggi, se ci fate caso, uno dei danni che il movimento femminista ha compiuto è proprio rinnegare e sacrificare il suo ruolo naturale di concepimento e accudimento e sposare e realizzare quello (prettamente maschile) dell'individuazione e della gerarchizzazione del suo mono espressionismo, credo.

Ora torniamo a ieri sera. Di solito dopo cena vado sempre a trovare gli amici della chirurgia, così dopo cena scendo ed incontro il Buon Romolo. Si parlava di noi quando ad un tratto mi fa: ' Se tu fossi stato un indiano d'America ti avrebbero messo nome ' Anima del buio'. Che fico, mi piace. Gli rispondo per par condicio e gli dico che lui lo avrebbero chiamato: ' Abisso di luce', mi veniva in mente proprio per il lavoro di archeologo abbinato al suo grande sorriso sorgente da così tanto dolore. Poi continuando su metafore lui conclude : ' Vedi Luca Io riporto reperti dal buio della terra alla luce del sole, mentre tu aiuti le persone ad andare dalla luce della coscienza al buio dell'inconscio. Ci siamo salutati e mentre ritornavo in stanza avevo un sensazione dentro, che da tempo non provavo; ' Cazzo! lui mi piacerebbe veramente che fosse il mio amico'. Sapete io, non credo di avere un amico, intendo nel vero senso della parola, ossia quella persona che da quando sei piccolo, magari dai tempi dell'asilo, si è vissuti culo e camicia; quella persona che ti conosce più dei tuoi genitori, di tua moglie, dei tuoi colleghi, di te stesso; quella persona con cui senso di colpa, giustificazione, risentimenti sono sempre stati banditi. Quella persona con cui condividi le parti più intime di te sentendo di fare la cosa più naturale possibile. No, proprio non ce l'ho un amico da amare. Mi manca molto.
Ore 11.00, passa la visita, hasta poco.
Visita terminata, sorprese di ritrovarmi qui, hanno voluto sapere perché a casa non ha funzionato e io ho esaudito le loro richieste. Poi siccome io sono un figlio di 'ndrocchia, per limitare al minimo il colloquio e quindi l'indagine su me, ho posto il libro dell'I Ching ai piedi del letto, sapendo di colpire la loro curiosità. Et voilà, dopo appena 5 minuti di visita, Doc Annie e Doc Mafalda cadono nella trappola. Doc Mafalda :' Ah che bel libro! Io una volta l'ho letto', io le dico: 'Ma non si deve solo leggere lo si deve usare'. Doc Annie: 'Io ci ho provato, ma è difficile, ma tu sei bravo?' Io gonfiandomi come una mongolfiera: 'Ma non è questione di bravura, ma di fede nel suo funzionamento'.
Risponde Annie: 'Allora la prossima notte che sono di guardia, sarebbe bello se me li insegnassi'. Io: 'Ma cerrrrrrrto!!!!'.
Fine visita.
Arriva il pranzo. Catch you later dudes.
Mercoledì 10 novembre 2010.