Epilogo dal dome....29 ottobre 2010

Sìììì!!! avete capito bene, l'epilogo. Arrivato in circostanze totalmente inattese con una prorompenza da farlo somigliare al miglior gancio sinistro di Mike Tyson.
La dimissione anticipata, secondo le mie aspettative, domani sarò di nuovo a casa.
Ma andiamo per gradi, visto che questo scritto rappresenta l' ultimo atto di questa stupefacente e terribile avventura che si accinge alla sua naturale conclusione.
Notte del mercoledì/giovedì. Questa notte ho imparato che quando durante il giorno si verifica un sostanziale turn-over fra dimissioni e ricoveri, ciò determina un'alterazione sostanziale nell'equilibrio che il reparto raggiunge quando per un pò di giorni la situazione dei pazienti rimane statica: relazioni interpersonali rilassate, basate sulla fiducia, nottate tranquille, e soprattutto basso limite di stress tra il personale medico.
Con il turn-over ( più ampio è, più è minato l'equilibrio interno) viene sovvertito tutto quello che ho citato sopra, e la nottata di ieri notte ne è stata l'ennesima riprova.
Non vi sto a dire quello che proveniva dalla 'selva oscura' e dall'orizzonte degli eventi (le camere delle donne) . Urla, gemiti, campanelli selvaggi, infermieri incazzati. Persino noi del Dome, disabituati al casino, ieri notte ci è toccata.
L'ultimo entrato di ieri Biagio, 65 anni, di Anguillara., ricoverato per problemi renali ci ha spaccato le BEEP tutta la notte piagnucolando e frignando affinché la porta della camera fosse chiusa completamente, e alla nostra risposta di divieto per carenza di ossigeno+l'odore nauseabondo dei cateteri e pannoloni (tra cui i suoi), quindi la porta rimane socchiusa, ripicca tutta la notte, l'unica possibile, suono indiscriminato del campanello per i più futili motivi, e continuo mugugnio e piagnisteo. Vi ricordate Don Alfio, padre padrone siciliano?, beh Biagio, più giovane di venti anni, che guarda caso occupa il suo stesso letto, reca nel suo "bozzolo (cocoon)" tutte le forme che l'evoluzione lo schiuderanno, fra venti anni, esattamente in Don Alfio.
Persino Peter, l'uomo dal mantra parkinsoniano simpatico e discreto, e mai notturno, ieri quando la sua badante gli ha riferito che sua figlia, la sua luce, partiva per la Germania, congedandosi (la badante) ci aveva anticipato che molto probabilmente questa notizia l'avrebbe sicuramente alterato. E così è stato!!
Il suo mantra aveva cambiato ritmo e suono: un martello pneumatico che andava a colpire direttamente il sistema nervoso, centrale e periferico. Le ho provate tutte per farlo smettere ma con esito negativo, neanche le gocce per il sonno lo placavano. Eravamo disperati, e neanche si poteva uscire in corridoio, visto che andava pure peggio.
Mi sono rassegnato, ho acceso la mia fidata Consuelo ( la mia consolle della play), cuffie e via. Ore 5.00, levo le cuffie, e finalmente tutto tace. Solita routine fino a colazione poi la sorpresa. Arriva il carrello del vitto, consegnano i vassoi, meno che a me. Chiedo spiegazioni e la signorina Miss Sunshine, la più graziosa ragazza dell'intero personale che con il suo sorriso irradia persino 'la selva oscura', mi dice che digiuno. Noooo!!!, ancora, devo fare la tac full body.
Sono incazzato per la fame e rassicurato dal fatto che questo dovrebbe essere l'ultimo esame. Aspetta, aspetta arrivano le 11.00 e finalmente mi chiamano dal reparto di radiologia, o.k. tutto è pronto. Mi accompagna la mia solita amica traghettatrice.

Entro, saluto la mia amica radiologa, la mia amica infermiera, che mi prepara all'esame. Mi fa spogliare e mi fa indossare esattamente il corredino identico a quello che indossaii per assistere alla nascita di Emil. , in un baleno un dolcissimo ricordo. Ora il caso ha voluto che mentre mi preparavo chiedevo all'infermiera se anche questa tac sarebbe stata con il contrasto, visto che il giorno prima avevo sostenuto quel popò di risonanza, anche questa con il contrasto. Gli ho proprio chiesto: ' Ma due esami consecutivi con il contrasto non sono too much per il mio povero fisico?'
L'infermiera attonita, si dirige nel gabbiotto della radiologa e le racconta ciò che gli ho riferito. Dalla vetrata ho notato la stessa incredulità della radiologa, e mentre telefona sù alla dottoressa del reparto, dal labiale intuivo che l'esame era rimandato. La radiologa esce e con i capelli dritti, alzate di spalle e scuse mi ha ringraziato per averli messi al corrente della cosa e, scusandosi ancora, mi ha detto di non farmelo fare prima di cinque sei giorni e di bere tantissimo. Mi rivesto, la rabbia con una dannata voglia di tritare la caposala che mi sta pure ampiamente sul BEEP.
Arrivo in reparto ed eccola lì, nel corridoio, mi avvicino con un' andatura da duello all'ultimo sangue, lei percepisce l'onda e si chiude in un sorriso che esprimeva tutta la sua paura (anche perché all'inizio, quando ancora nel dolore estremo, per ben due volte gli ho abbaiato per aver ritardato la mia terapia antidolorifica.
Sono davanti a lei: 'Rossi che è successo?'. Ora non sto a scrivervi la risposta per ovvi motivi di censura ma ricordo comunque che il suono era pressappoco questo 'ciu ciuuuuu,ciu ciuuuu, te te tete te tete te trasettrryghbf, Ciuuuuuuuuuuuuu'. Eurostar diretto. La sua giustificazione, puro decadimento professionale 'Ehhhmm, scusi Rossi ma non ci era mai successo'. Ancor meno professionale, anche se preventivabile, la risposta di doc Freeze: 'Rossi, non ci era mai successo, e poi mi pare strano perché sono due liquidi di natura diversa'. Avrei voluto strangolarla, a mò di Jack Nicholson in 'Qualcuno volò sul nido del cuculo', vi ricordate? quando agguanta l'infermiera al collo per strangolarla??, ecco uguale. La Grazia Divina comunque ci mette la sua solita Pezza:
'Rossi Sconti?' ' No Grassie'. Mi rendo conto di correre veramente il rischio di stare troppo oltre le righe, il Generale, grande cuore, mi aiuta a planare, poi il pranzo fa il resto. Finito il pranzo, mentre ci troviamo tutti a letto per la pennichella o l'attesa delle visite, ecco entrare doc Freeze che invita me, il generale e roscio (ragazzo dalle costole starnutite) a seguirla nel suo ufficio.
A turno entriamo. Io sono il primo, ecco le testuali parole di Freeze: 'Rossi, ho parlato con il primario, oggi puoi andare a casa'. Io: 'Ding Dong Dong Dadeng Dedeng Dang Ding'. Frastornato, incredulo, totalmente spiazzato rimango basito, attonito, in completo black out psico emotivo. Freeze mi spiega: ' Tanto la sua terapia antibiotica è ridotta così al minimo che coincide con i dosaggi che lei per via intramuscolare può benissimo fare a casa. Durata due mesi circa. Per quanto riguarda la tac full-body prenderemo un appuntamento e quando sarà glielo comunicheremo così potrà venire a farlo in ospedale. Comunque il Primario mi ha detto che puoi avere anche la scelta di rimanere fino a domani e parlare direttamente con lui per più approfondimenti sul quadro generale'. Rispondo: ' La seconda che hai detto Freeze!!'.
Torno in camera e mi sdraio, comincia la centrifuga: 'ma mi mandano via perché l'ospedale sta chiudendo e devono disfarsi dei pazienti?', 'si sono risentiti del mio comportamento post-esame e mi cacciano?', 'sto meglio, e continuare a stare qui diventa controproducente?', 'Hanno bisogno di posti?', 'ma se mi si ripresenta una recidiva?' 'Beeeeepppp domani torno a casa, mama i'm coming home'. Tornano generale e roscio'. tutti dimessi.

THE DOOM IS OVER
Arriva Iole, le comunico la notizia, dovreste vedere la sua faccia. Scendiamo, le racconto la storia e anche lei mi confessa la stessa ambivalenza del suo sentire, gioia e paura, non potevamo far altro che essere sulla stessa lunghezza d'onda. Impacchetto un pò di cose e accompagno Iole che, con attenzione zen, ricava le giuste sincronicità tutte indicanti l'inevitabilità che doveva accadere per forza oggi tutto ciò: dalla storia del doppio contrasto sventato, al fatto che lei fra cinque giorni tornerà a lavorare, al fatto che nessuno degli Original Doomers domani, non ne rimarrà più nessuno.
Ciclo chiuso dunque.
Mi guardo attorno e mi commuovo, una carrellata di ricordi, emozioni, intuizioni, ups and downs, devo dire che mi sento pervaso da una scossa di melanconia, una tristezza teatrale che prende la gola dell'attore quando si cala il sipario finale dopo una lunga, estenuante, appassionata e acclamata recita. Mi defilo nel mio camerino interiore, dove vedo già il cast con cui ho condiviso la recita, lentamente cominciare a sbiadirsi, e a perdere leggermente il loro spazio occupato ora dal continuo divenire di nuovi attori.
Mi strucco, davanti allo specchio, ringrazio tutti: direttore della regia, assistenti alla regia, reparto luci e scenografie, costumisti, comparse, esterni, trucco e tutta la troupe. Uno speciale ringraziamento comunque va al GRANDE PRODUTTORE che con il suo incitamento, ricordate?, 'Discounts?' mi ha permesso di raffinare la mia parte, e di recitarla rendendola quasi vera. Ringrazio Iole che, con il suo amore, mi ha incitato e sostenuto dalla platea senza mollare mai, soprattutto nei primi atti quando la storia era ancora altamente drammatica e difficile da interpretare.
Sento di aver vinto una sfida importante, una sfida che mi ha arricchito, maturato notevolmente. Mi sento pronto per una nuova recita, titolata ' S. Luca torna tra i vivi'.
Bye Bye for now Roger passo e chiudo. Interruzione trasmissione.
Beep Beep beeeeep beeeeeep bep beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
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beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
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beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeezzz
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sincerely your friendly neighbor
Luca 29 ottobre 2010