6 marzo 2002… Continuo la mia storia….

Per non dilungarmi troppo, cerchero’ di concentrare i tre anni della mia vita dal 1996 al 31/3/1998, altra data importante, altro “giro di boa" come li chiamo io i cambiamenti dell’esistenza!!!
Allora! Il seminario di Filippo a Bolsena innesca in me una serie di cambiamenti interni (ma ancora poco consapevoli) ed esterni di cui ero molto consapevole ma che non riuscivo a comprendere fino in fondo.
Mi spiego meglio: due giorni dopo il seminario sostengo un esame alla Facolta’ di Psicologia difficilissimo; eppure mi sento calma, rilassata, serena,sapendo che il prof e’ solo li’ per verificare quanto ho appreso.
Sembra banale dirlo cosi’ ma credo che tutti sappiano quant’e’ forte l’ansia prima di un esame. E cosi’ di seguito (ovviamente ando’ benissimo!). Iniziai a studiare e in poco tempo sostenni esami molto difficili (il biennio a Psicologia e’ duro, fanno di tutto per farti cambiare idea!!! Per gli studenti lavoratori poi non c’e’ pieta’, sembra che se non frequenti gli fai un’offesa personale ai professori!!!
Studiavo dopo aver lavorato per 6/8 ore al giorno. Dormivo bene, mi sentivo di buon umore. Quando mi arrabbiavo durava il tempo “adeguato” a sentire la rabbia e poi di nuovo serena e calma. A livello fisico mi sentivo in gran forma (sono sempre stata una sportiva - pallavolo, beach volley, piscina ecc.) e la mente sempre tranquilla e attenta.
In questo stato di lucidita’ mentale costante e di benessere, ho iniziato a mettere a fuoco meglio quello che sembrava apparentemente “andare bene” nella mia vita ma che in realta’ non andava bene per niente!!!
Mi ritrovavo a uscire con gli amici il sabato sera per andare a mangiare ma non mi interessava andare in quel posto e non mi interessavano i discorsi che facevamo (si parlava di tutto tranne che di noi, delle nostre emozioni, delle nostre paure).
Mi rendevo conto che avevo sempre amici e persone intorno a me, che parlavano con me e mi raccontavano i loro drammi e io facevo l’assistente sociale anche fuori dall’orario di lavoro, pure gratis, e a volte senza “riconoscimenti” (le persone spesso vogliono sentirsi dire quello che vogliono loro non quel che pensi tu di quanto ti dicono!!!).
Non so spiegarlo bene a parole... era come vedere il mondo conosciuto fino a quel momento con un altro paio di occhiali. Era come se cominciassi a percepire che non mi andava bene tutto ma che lo facevo andare bene io aggiustandomi la coscienza.
Da li’ ho cominciato a dire di no! Ho cominciato a cercare di capire e sentire che cosa andava bene per me, chi dovevo/volevo far contento per essere accettata ed amata, che cosa veramente volevo io dalla mia vita e perché!
La mia “vocina”, che prima sentivo raramente nei momenti di incredibile tristezza interiore quando mi sentivo sola, cominciava a parlarmi sempre piu’ spesso, confrontandomi con quanto l’esterno mi segnalava all’interno di me.
E li’ la mia prima grande realizzazione: ho sempre avuto tanta gente intorno a me per non sentire piu’ me, non ero capace a fare e sentire il silenzio dentro di me.
Questa realizzazione e’ ovviamente avvenuta dopo una seduta di Reb, da sola a casa mia, un sabato pomeriggio di un freddissimo inverno. (PS: l’inverno del 1997 non fu particolarmente freddo.. ma il mio corpo non ha mai sentito freddo in vita sua come quell’inverno li’, era come
se la temperatura da me percepita fosse 4/5 gradi piu’ bassa rispetto alla normalita’, poi capii perche’!).
La coerenza interiore che il Reb mi aveva fatto scoprire in me stessa doveva, inevitabilmente, avere una coerenza esteriore che mi permettesse di sperimentare una nuova Me e vedere quindi se questo mio nuovo modo di sentirmi/percepirmi/agire aveva un nuovo modo di farmi stare “dentro” (sarei stata piu’ felice rispetto a prima?).
Questa situazione che mi vivevo era scandita da un incontro mensile ad Asti di due giorni. Per una serie di “strane” coincidenze mi ero iscritta al corso didattico della Scuola di rebirthing transpersonale di Filippo Falzoni Gallerani: tutti i mesi, da marzo a dicembre per due
anni consecutivi, in contatto con persone che provenivano da tutta Italia.
Un’atmosfera incredibile: ospiti di un ashram di Babaji (una specie di Gesu’ Cristo indiano di cui parlero’ meglio in seguito).
Al corso si iscrisse anche Stefano e altre ragazze di Roma. I nostri viaggi da Asti a Roma sono ancora nella memoria di tutti noi per l’intensita’, la magia, il dolore, i cambiamenti che venivano condivisi, accolti, confrontati.
Il motivo per cui mi ero iscritta non era quello di diventare rebirther (anche se allora ero certa di questo) quanto che era l’unico modo per avere una continuita’ con il pensiero portato avanti da Filippo (la psicologia integrale di Ken Wilber, i grandi saggi dell’Oriente e il loro pensiero... Chi, oltre Filippo, era in grado di avere cosi’ tanta conoscenza con tanta chiarezza interiore e con uno strumento che permetteva di sperimentare direttamente quanto si leggeva e viveva?). Inoltre, le persone che frequentavano il corso... era come sentirmi tra persone che condividevano questo modo di pensare “nuovo” che sentivo dentro di me.
Tutto questo in un clima di liberta’ di pensiero, di azione, di fede religiosa. Nessuno che ti chiede “Che fai?” ma “Come ti senti?”. Mi sono ritrovata a raccontare la mia vita a persone mai viste prima e poi sentirle “amiche” per sempre, oltre il tempo e lo spazio (questa magia ad Asti esiste ancora, infatti io continuo ad andare tutti i mesi pur avendo finito da tempo il didattico).
Non e’ facile descrivere i cambiamenti interiori di tre anni di vita, sono anche per me, ora, un ricordo lontano, quasi dimenticato.
Mi ricordo una sensazione pero’ molto definita che spero riesca ad esprimere quanto realizzato questo periodo di tempo.
Ho ancora viva la sensazione provata durante una passeggiata fatta da sola a lago in un freddo pomeriggio assolato di febbraio: mentre camminavo mi sono resa conto che da tempo non mi sentivo piu’ triste e felice in modo ciclico e alternato (periodi di troppa euforia a periodi
di tristezza senza sapere il perche’). Avevo la chiara percezione che il mio umore si era “stabilizzato” su una frequenza costante di serenita’ interiore. Non che non avessi motivo di sentirmi triste… (il matrimonio con Stefano stava entrando ovviamente in crisi) ma il mio stato d’animo era piu’ in contatto con la mia vera Essenza... non so come esplicitarlo meglio di così.