Il viaggio in Nuova Zelanda

Dal nostro incontro nel 1999 con Luca ci siamo sentiti 3/4 volte: lui mi chiamava ogni 5/6 mesi raccontandomi come stava andando la sua vita e io gli scrivevo lettere che non sapevo mai se arrivavano, visto che cambiava continuamente destinazione. Era sempre bello sentirci.
Quel giorno, il 22/10/2000 ci sentimmo al telefono: era una domenica mattina, ore 12,00 per me, ore 24,00 per lui.
Nel pomeriggio con un po’ di amici andai a lago: era una splendida giornata di sole e decisi comunque, malgrado l’acqua fredda, di fare un bagno (dopo la Ganga l’acqua fredda non era proprio un problema!). Mentre galleggiavo facendo rebirthing la mia amichevole “vocina” mi dice: “Che bello avere dall’altra parte del mondo una persona che ti ama per come sei, che non ha paura di te e non ti vuole cambiare. Invece che tornare ad Herakan... vai in Nuova Zelanda a trovare Luca: le ferie le hai, i tuoi stanno bene, non hai un uomo a cui dover fare riferimento e spiegare chi è per te Luca, i soldi arriveranno, come sempre arriva ciò che ti occorre...”
Mi ricordo vivamente che, appena uscita dall’acqua mi sedei in posizione mezzo loto a sentire il sole sulla pelle in contrasto con il fresco dell’acqua a contatto con l’aria… ero felice e decisa ad andare! Il mio amico Bibi mi chiese: “Bambina dove sei stata??” … e io: “A gennaio andrò in Nuova Zelanda a trovare Luca!”.
NOTA: La bellezza di questa tecnica è che una volta appresa possiamo utilizzarla per la comprensione della nostra coscienza, per metterci in ascolto di noi stessi, al di la’ dei nostri giudizi, paure, resistenze: sentire quella "vocina” interiore è stato il regalo più bello del reb, affidarmi a quella parte più profonda di me stessa che è sempre in sintonia con il corpo, la mente e l’anima e che guida il mio percorso in questa vita, rendendola per questo magica.
Avere il coraggio di seguire questa vocina è stato ed è ancora per me, la scoperta più bella e il regalo più bello che mi sono fatta nella vita!
Tutto sembrava incastrarsi perfettamente: biglietto a poco prezzo (partenza 1/1/2001), ferie accordate senza problemi e un seminario residenziale di rebirthing organizzato con Nadine a dicembre mi permettono di affrontare il viaggio.
Molte persone erano sbigottite e incredule: Nuova Zelanda, esattamente agli antipodi della terra rispetto a noi, 27 ore di aereo, senza conoscere bene l’inglese e poi... da sola!!!
Mi chiedevano se ero innamorata di Luca! E io serenamente rispondevo di no: Luca era solo una persona cara che mi permetteva di fare una vacanza in un luogo splendido.
A Luca avevo scritto una lettera comunicandogli che sarei andata, se lui fosse stato disponibile (li’ era estate ovviamente!!), per tre settimane.
Dopo soltanto sei giorni la lettera arrivò (stranamente perché di solito ci volevano 21/23gg) e lui chiamandomi il week-end successivo non solo mi disse che era felice e che mi aspettava a braccia aperte, ma proponeva un mese intero e lui sarebbe stato con me sempre perchè avrebbe “allungato” le sue ferie.
Ad Asti, a novembre, mi confrontai con Filippo: “Tutti mi chiedono se sono innamorata di quest’uomo, Filippo, ma io non lo sono. E’ che il nostro incontro è stato speciale e lo sappiamo entrambi!”. Filippo con attenzione e un po’ ironico mi disse: “ Beh! Se non sei innamorata, per te è buono visto che sei quella dei colpi di fulmine, che un po’ è una modalità che a te non ha molto giovato, e poi… se non ci fosse Luca, tu in Nuova Zelanda a fare una vacanza, ci andresti??”.
Avete presente la vecchia pubblicità della Fanta (analista e ragazzo che si sente perseguitato…).
Io risposi di no! E lui: “Allora va! Vai a vedere perché devi andare fin laggiù!!!’”

Partenza 1/1/2001 -10,30 del mattino. Arrivo a Auckland il 3/1 alle ore 14,00 con uno scalo in Malesia (Kuala Lampur). Il viaggio era stato splendido! Quando viaggi con la gioia e la serenità nel cuore ogni cosa, anche gli imprevisti, non sono un problema: il viaggio ero io!!!

E’ sempre emozionante incontrarsi all’aereoporto…
Non vedevo Luca da 18 mesi circa: sapevo che avremmo viaggiato per le due isole della Nuova Zelanda ma dove, come, non mi interessava. Ero certa che saremmo stati benissimo ovunque.
E cosi’ fu!
Quando sono tornata in Italia, per spiegare ciò che Luca era stato per me dicevo (soprattutto alle persone più care e che mi conoscevano meglio): “Ci siamo visti all’aereoporto e quando ci siamo abbracciati... Luca non c’era! (io dicevo "non c’era nessuno" ma non mi riferivo al fuori, all’esterno, non c’era nessuno in quell’abbraccio!!! ) era come abbracciare me stessa (PS: lo hanno capito in pochi il mio messaggio!!!!).
Un mese incredibile: difficile da descrivere, anche se con Luca abbiamo deciso che prima o poi scriveremo qualcosa su quel mese trascorso insieme.
Natura prorompente che ti fa sentire DIO in tutti gli elementi, luoghi solitari dove non ti senti solo neanche per un attimo, un paradiso terrestre in terra e una cordialita’ e gentilezza nelle persone da farti sentire in imbarazzo… un luogo veramente lontano dalla nostra Italia!!!
Ero consapevole che Luca era l’Amore della mia vita: l’uomo desiderato oltre i desideri e le aspettative. La nostra unione e’ nata subito: nei corpi (risvegliati entrambi da un lungo “torpore”), nella mente e nello spirito. Il rebirthing era il collante a tutto quanto di magico ci accadeva ogni giorno. Finalmente avevo trovato un uomo che stava facendo il mio stesso cammino spirituale. La spontaneità, il rispetto delle diversità, l’accoglienza dell’Ombra dell’altro come spunto per migliorarsi... L’amore che leggi nei grandi romanzi e che pensi non possa esistere... e invece è lì e non solo è tuo ma è semplice, vero, senza sforzo: la grazia di Dio in un corpo umano!

Nella gioia di questo amore era presente anche il dolore della separazione che sarebbe avvenuta inevitabilmente.
“Dammi un solo motivo per cui tutto questo deve finire" mi disse Luca a tre giorni dalla mia partenza. Io lo tranquillizzai sulla mia fedeltà a questo amore: ci saremmo rivisti a gennaio dell’anno successivo a Herakan e poi io avrei continuato il viaggio tornando in NZ con lui per un altro mese e poi….
Ero convinta dentro di me di tornare in Italia: era troppo importante Luca per me, volevo fare le cose per bene: il biglietto scadeva, io dovevo tornare a lavoro; se fossi rimasta li’ avrei “agito” un’emozione e non avrei invece (come poi e’ accaduto) verificato il mio amore per Luca “nell’assenza”. Sentivo che dovevo tornare e che avrei compreso la scelta lontano da li’.
Lasciarci fu un dramma: mi vedo ancora all’aereoporto in stato di catalessi, con un girasole in mano e Luca che si allontanava dandomi le spalle con un sole uguale a quello che mi aveva accolto all’arrivo, anche lui con le lacrime che scendevano per il dolore di quel distacco.
Un ragazzo italiano, mentre eravamo in fila all’imbarco, come un angelo si prese cura di me: presentò il passaporto per me, mi accompagnò all’aereo portando i miei bagagli a mano. Io, con i miei occhiali da sole cercavo di nascondere il mio volto: piangevo silenziosamente, come se volessi mantenere il mio dolore privato e sommesso, eppure un pianto ininterrotto mi ha accompagnato per tutto il viaggio: Auckland - Kuala Lampur - Roma tra le foto di quel viaggio, i pensieri e le parole di Luca, il suo odore sulla mia pelle…
Lasciavo un uomo che sapevo avrei amato per la vita, una terra che mi aveva accolto a braccia aperte: il mio paradiso terrestre.
Solo la mia fede e la mia devozione mi hanno dato il senso a tutto quel dolore: prima di atterrare a Roma, alle 6,00 del mattino del 3 febbraio, riuscii a dire a me stessa in forma di preghiera: “ Se tutto questo e’ accaduto un senso ci sara’ e sicuramente e’ per il mio bene! Affido a Babaji tutto questo dolore e confidero’ nella sua guida per comprendere cosa devo fare”.
Solo trascendendo quel dolore ho potuto comprendere, dopo, il senso e la forza di quel gesto.

E’ proprio vero che gli amici servono a farti vedere il mondo da un altro punto di vista rispetto al tuo!
Per una serie incredibile di coincidenze non riuscii a comunicare con Luca al telefono per informarlo che ero arrivata sana e salva per circa una settimana: un’eternità!
Nel frattempo avevo rivisto i miei amici piu’ cari e raccontato a tutti - anche ai miei genitori - che avevo trovato l’uomo della mia vita, che sarei andata a vivere e morire in Nuova Zelanda e che stavo morendo di dolore.
Fu proprio Nadine ad “illuminarmi” con una semplice considerazione: “ Ma se e’ un grande amore, perche’ viverlo fra un anno, in India, ecc. ? Perche’ non chiedi a Luca di venire qui, magari per sei mesi, poi andrai tu giu’, insomma, vivetelo questo amore, verificatevi e poi se andra’ bene ok altrimenti sara’ stato bello comunque! In fondo lui qui ha la sua famiglia ed e’ la sua terra, poi tornerai giu’ con calma”. Era come aver scoperto l’acqua calda!!!!
Quando riuscii a dirlo a Luca in lacrime (per l’emozione di sentirlo e la commozione) lui mi rispose semplicemente: “ Si Amore mio, verro’ in Italia. Il tempo di vendere tutto per il biglietto e tra un mese saro’ li’! “.
Dal primo marzo del 2001 a oggi io e Luca viviamo insieme: come allora siamo uniti nei corpi, nella mente e nello Spirito. Viviamo insieme e il rebirthing continua ad essere il collante della nostra vita (ne abbiamo fatto il nostro lavoro).
L’accoglienza di Filippo per Luca e’ l’emozione piu’ grande che mi porto nel cuore.
E’ l’unica persona, oltre me, che ha accolto Luca con il cuore in mano e a braccia aperte; né i miei genitori, né alcuni che credevo veri amici sono riusciti a farlo, ma anche questo e’ stato un grande insegnamento per me, come ogni giorno e’ di insegnamento a questa splendida vita che ora conduco.
Ringrazio per questo tutto cio’ che la vita mi ha donato per essere arrivata qui: le belle e le brutte esperienze, i dolori e le gioie, le persone sul mio percorso spirituale.
A te lettore, che mi hai seguito nel “viaggio di questo racconto”, rimangono queste parole: potranno essere accolte e/o giudicate, come ho specificato all’inizio, non e’ importante il giudizio se non sono io la prima a darlo a me stessa... E io ho smesso ormai da tempo.
Dedico tutta questa storia a chi ne vorra’ fare una riflessione dopo averla letta.
Quante volte indugiamo a buttarci in qualcosa di nuovo, che puo’ essere un libro, una persona, una tecnica, solo per la paura di mettere in discussione vecchi schemi personali che, sì ci difendono….ma ci isolano anche: da noi stessi, dal mondo, da Dio.
In questi mesi che il nostro sito e’ stato in rete molte persone hanno scritto, chiamato, chiesto informazioni, colpiti proprio dalle nostre storie e dalla nostra autenticita’ sentita nel cuore.
Un bravo rebirther, dice sempre Filippo, non puo’ che offrire nella tecnica cio’ che E’, non cio’ che ha (vedi ns codice deontologico). A me il rebirthing ha dato la gioia, l’amore, la compassione e la forza del servizio disinteressato all’umanita’: vivere in Verita’, Semplicita’ e Amore. Del messaggio di Babaji ho voluto farne il mantra per la mia vita.
Anche nelle difficolta’ di ogni giorno avere quest’atteggiamento paga sempre : tutto e’ insegnamento per migliorare la qualita’ della mia vita. E’ meglio vivere nella gioia che nella preoccupazione!
Questa mia storia e’ solo una storia di vita: di una persona “normale” che aveva tutto ma che non era felice e gioiosa di vivere. La mia insoddisfazione mi ha fatto “cercare” e ho incontrato il rebirthing: da lì coincidenze, sincronicita’, persone incredibili nella loro semplicita’ che mi hanno permesso di buttare “vecchie zavorre“ e guardarmi con un cuore nuovo.
Ho lottato duramente per non lottare piu’ oggi: per amare me stessa, i miei genitori che ancora oggi non mi comprendono a fondo, gli amici che mi hanno allontanata perché sono troppo cambiata!!
Ecco perche’ ho il coraggio di scrivere la mia storia e divulgarla a una rete cosi’ vasta: il coraggio di essere me stessa. Ecco il regalo che mi porto dall’aver incontrato il rebirthing.
Come faccio a tenere questo dono solo per me????

Dall’unione mia e di Luca il 27 agosto 2002, alle ore 21,20 in un’ospedale di provincia, sempre grazie al rebirthing, e’ venuto al mondo il nostro piccolo-grande Maestro: EMIL. Ma questa... e’ ancora un’altra storia.
Grazie.

PS: dedico questa mia storia a Luca, compagno dolcissimo della mia vita, che ha letto e pianto con me … condividendo e sostenendomi sempre.
A Filippo, mio grande maestro di vita e d’amore che con l’esempio e la sua incondizionata accoglienza mi ha permesso di essere sua amica e collaboratrice nella divulgazione del Rebirthing Transpersonale in Italia.
A Babaji, mia guida spirituale, che con la sua mano mi accompagna nel sentiero della vita ogni giorno.

Jole