L'incontro con Luca

Avevo incontrato Luca per la prima volta nell’estate del 1999. Un nostro amico, Andrea, era andato a trovarlo in Nuova Zelanda (dove Luca viveva da 4 anni, sposato ad una italiana-neozelandese) per una vacanza; lì Andrea aveva fatto sperimentare a Luca la tecnica del rebirthing: tre sedute molto potenti e significative; per questo, al rientro di Andrea in Italia, Luca decide di non praticare più la tecnica da solo. Deciso, comunque, appena tornato in Italia, a riprendere il percorso iniziato "magari conoscendo la “guru" con cui l’ho fatta io" gli aveva promesso Andrea.
Racconto sempre, quando mi chiedono di Luca, che a noi non ci ha presentato nessuno.
Ricordo ancora quel giorno di agosto: Andrea ci aveva dato appuntamento ad entrambi davanti ad un bar e poi lui - come spesso faceva - non si era presentato.
Luca era in una macchina rossa, io sul mio SI scassatissimo di ritorno dalla spiaggia dove avevo giocato da poco una bellissima partita di beach volley.
Conoscendo i fratelli, riconosco dalla fisionomia Luca e avvicinandomi: “Tu sei Luca?”; lui scende dalla macchina e si presenta dicendomi “Tu sei Jole!”. Non mi ricordo assolutamente ciò che mi disse dopo: ero molto assorbita da quanto mi accadeva nel corpo e al chiacchiericcio della mia mente: “Ammazza che fico! C’ha la faccia da Gesu’ Cristo e il fisico da indio!!" (questo mi diceva la mente) un fremito tipo scossa mi attraversò la schiena e mi piacque molto la sua energica stretta di mano (questo registrava il mio corpo)... insomma mi piaceva.
Un mio vecchio e saggio amico (Attilio, insegnante di una tecnica potentissima - Dinamica Mentale) mi disse una volta: occhio a quando conosci le persone per la prima volta: se riesci a stare attenta alle tue sensazioni e a come il tuo corpo reagisce, in quel primo incontro c’è già la storia di quella che sarà poi quella persona per te!
Beh! Come diciamo oggi io e Luca: “Love at first touch!" Rubando questa frase all’incontro tra Ken Wilber e sua moglie Treya (loro sono due nostri miti).
Per non farla troppo lunga, negli ultimi 15 gg della permanenza di Luca in Italia, prima di ritornare in Nuova Zelanda - e sicuramente per starci altri 4/5 anni prima di ritornare! - lui mi chiede di fare rebirthing: 8 sedute potentissime in cui rimette in discussione tutta la sua vita, gli allora attuali rapporti con sua moglie insomma quello che fa il reb: un uragano nel cuore, nella mente, nello spirito.
Di Luca mi aveva colpito subito il suo affidarsi alla tecnica, al suo respiro. Mi faceva pensare a me, al coraggio che ho da subito dimostrato a me stessa nei confronti di questa tecnica.
Il poco tempo a disposizione e il suo essere così lontano (dall’altra parte del mondo) mi facevano sentire la “fretta” di dare a lui almeno la capacità e la sicurezza di poter poi praticare la tecnica da solo, ritornato poi a casa sua. “Non ho molto tempo" gli dicevo sempre. Comunque lui era attento e molto, molto intelligente e poi si fidava di me.
Per quanto le sedute siano state tutte forti e molto profonde, lui non ha mai avuto paura di andare avanti e di affidarsi coraggiosamente a se stesso e alla potenza del respiro.

Ovviamente la magia tra noi è scattata immediatamente: una forte attrazione sessuale ci ha legati da subito anche se, fortunatamente (ora lo possiamo dire) i nostri corpi non si sono incontrati - per una serie di incredibili e inaspettate circostanze - allora! Oggi è tutto molto chiaro: l’intelligenza e l’intuizione di Luca mi avevano conquistato. Comunque la sensazione, tra l’altro apertamente dichiarata, è stata che Luca non aveva paura di me e del mio modo diretto ed esplicito di accogliere ed amare (nota per le lettrici: vi sarà capitato di sentirvi dire: “Sei una donna eccezionale, troppo per uno come me!!" Purtroppo ci sono molti uomini che preferiscono mamme-crocerossine a donne che vogliono amare e stare con un uomo accanto!). Questa era stata la scossa che mi aveva fulminato!
Stranamente non avevamo innescato i nostri “giochi di potere” tra noi: il rebirthing favoriva l’autenticità e scoraggiava i doppi legami e le manipolazioni. Il tempo, la consapevolezza che tutto questo sarebbe terminato dopo pochi giorni, ci permetteva una libertà dove il “per sempre” aveva un sapore d’infinito. L’amore e il dolore per la separazione non erano mai negati ed entrambi eravamo consapevoli che avevamo ricevuto dalla vita un grande dono: esserci incontrati!

Ci siamo scambiati molto amore: legati da un rapporto di rispetto e stima profondi. Quando lui è ripartito per la Nuova Zelanda sapevamo entrambi che questo nostro incontro sarebbe rimasto nei nostri cuori per sempre: lui tornava in Nuova Zelanda per chiudere il suo rapporto fusionale con sua moglie e con la consapevolezza e certezza di voler restare a vivere in Nuova Zelanda, una terra che, grazie al reb, aveva riconosciuto come accogliente e adeguata per lui.
Io continuavo la mia vita: l’Italia e il rebirthing erano ancora due forti “motori” per restare.
In quel momento della mia vita non stavo cercando un uomo e ringraziando Babaji per avermi permesso di incontrare Luca, un pomeriggio, assistendo una persona mentre faceva rebirthing, scrissi questa poesia che riassume quello che Luca è stato dal mio incontro con lui:

NUOVA ZELANDA... A LUCA
Un cielo limpido
e un vento freddo
colori, sfumature, musica.
L’energia di un respiro
dona alla vita il senso di esistere
una mano accoglie la mia…
….è la tua mano
in un cerchio d’amore infinito
senza tempo…
senza spazio…
ti ritrovo in questa casa
nel profumo di sandalo che è il mio
nella magia di un fiore giallo di fronte a me

Luca: arcobaleno di un’estate senza tempo
Abbraccio accogliente senza paura
Sguardo sincero, bambino dolcissimo
Non ti perderò mai
E la tua “assenza”
E’ la presenza che guida la mia vita
…per sempre.
Con Amore Jole


Solo una promessa ci eravamo scambiati con Luca: che io sarei andata a trovarlo in Nuova Zelanda prima o poi! Magari con i figli o addirittura con i nipoti alla mia vecchiaia.
Visitare la Nuova Zelanda è stato sempre un mio sogno: mi ricordo che una sera - ero ancora sposata - di fronte al camino, leggendo una rivista di viaggi con un inserto sulla Nuova Zelanda pensai: mi piacerebbe andare a vivere e magari morire laggiù, affascinata dalla prorompente natura vista attraverso le foto.
Luca era la prima persona nella mia vita che conosceva quei luoghi .
L’amore per la nuova Zelanda è nato ancor prima di conoscere quel luogo negli occhi di Luca che quando ne parlava era estasiato. Poi, il 22 ottobre 2000, sempre grazie al rebirthing...