L’incontro con il Rebirthing Transpersonale

Prima seduta: Indimenticabile!
Inizio a respirare profondamente; una corrente elettrica mi attraversa il corpo, non sento alcuna paura: "E’ il mio respiro" penso.
Mi sento dentro ad un certo punto una tristezza infinita, un profondo senso di abbandono ma non so da chi o da che cosa mi sento abbandonata: non sono i miei genitori, non le persone che amo e che mi amano, i miei fratelli. Non so. Continuo a respirare e piango, piango, piango, lasciandomi andare, senza giudizio, senza timore, sento solo che quanto più questo pianto è fuori di me, tanto più non è dentro me e non può farmi male.
Alla fine sento un senso di profonda pace, una calma incredibile, uno stato di coscienza mai provato prima. Vorrei rimanere in questo stato per sempre..
Il respiro è lentissimo, quasi non respiro più e solo la musica mi avvolge. Sto bene e sono felice!
Ricordo ancora i giorni successivi alla seduta. Ero così attenta al mio corpo, a come respiravo; avevo delle intuizioni al lavoro che sbalordivano me stessa e i colleghi. Sapevo che quell’esperienza era stata importante. Intuivo che il respiro poteva farmi accedere a stati di coscienza che sempre avevo desiderato sperimentare ma che la paura e il giudizio sociale e mentale mi avevano sempre precluso nell’esperienza (uso di droghe, alcool, allucinogeni, riti esoterici ecc.).

Mi sono così affidata al mio respiro e ai doni che ogni volta mi arrivavano, che alle terza seduta individuale la mia rebirther mi diede l’ok per continuare da sola, dopo aver partecipato ad un seminario residenziale con il Dott.. Filippo Falzoni Gallerani che lei stava organizzando da lì a poco.
Il seminario era costoso (eravamo in due a partecipare!!) e abbiamo deciso di non andare in vacanza per partecipare al week end di Bolsena con Filippo.

L’incontro con il Maestro
Credo che ci siano, nella vita di ognuno di noi, dei momenti, degli incontri che, se sei attento, percepisci essere esperienze che ti trasformeranno la vita per sempre.
Mi sembrava un po’ strano vedere come uno psicoterapeuta giacca e cravatta, milanese, stesse seduto per terra a gambe incrociate (era il 1996 e avevo partecipato a tanti convegni con psicologi, psichiatri, medici ecc.).
Il suo linguaggio semplice e diretto, il racconto di aneddoti personali della propria vita, la semplicità con cui spiegava concetti elaborati, mi rapirono completamente.
In appena due ore di discorso (volate ovviamente!) prima di iniziare la sessione di rebirthing, la mia vocina mi diceva: “Cavolo Jole! Quest’uomo ti sta rispondendo alle domande che per una vita ti sei fatta e a cui non sei stata né tu, né nessun altro in grado di rispondere !!!!”.
Ero felice: per la prima volta vedevo la congruenza tra le parole dette e il comportamento (uno dei miei “pallini” è stato: come fanno gli psicologi e i curatori d’anime a guarire o a fornire strumenti per la ricerca interiore verso la felicità se poi sono i primi ad essere infelici? Anch’io ovviamente sono stata così. Per questo era il mio “pallino” fisso).
Il bracciale che porto al polso dal 29/9/1996 mi ricorda l’incontro con Filippo.
Oggi posso dire che quel weekend è stato l’inizio della mia ri-nascita.