Un altro "giro di boa". Seminario Roma aprile 2011

Domenica 17 aprile 2011..alla fine della seduta...
Difficile descrivere la profondità di una seduta..ma ora..mentre scrivo il respiro è circolare, libero e connesso e confido nella meraviglia di questi tasti che sapranno tradurre le mie emozioni e i miei pensieri.
C'è stato un salto 'quantico' nella mia evoluzione spirituale..un altro giro di 'boa', come mi piace chiamare le mie trasformazioni esistenziali profonde e immediate 'quelle che il reb ti permette di avere senza tante parole, senza azioni di merito, solo ed esclusivamente attraverso il respiro.
Mi sono ritrovata sul tappetino a sentire il mio corpo e a lasciarlo fare, a sentire la mia forza..la mia vitalità, la mia energia.
Le mani si sono incontrate con la mala che avevo al collo..e un pianto di commozione è sceso a rigare le guance, a scaldare il cuore 'devo lasciarti andare' mi ha detto la mia Vocina ...ora non ho più bisogno di te'. La resistenza del cuore mi ha fatto stringere ancora di più quell'oggetto così amato, così divino che tanto e per tanto mi ha aiutato, sostenuto, incoraggiato..
Una fede con un soggetto in seconda persona, un Dio da contattare come altro da me proiettato fuori e riconosciuto come Dio, come Babaji, come sostegno, aiuto, amico, padre e madre.
Nell'amore per Luca vedere come quel Dio diventa Umano e riconoscere che la Fede è un grande sostegno e una grande presenza....eppure' sempre un pensiero è … sempre un ideale di qualcosa che è oltre me altro da me....non me.
'Non ne hai più bisogno' la mia vocina continua a dirmi''non hai più bisogno di oggetti, di fede, di un Dio a cui rivolgerti. Come?! Prendi in giro chi fa cristalloterapia e attribuisce a un oggetto un potere e tu fai lo stesso??? La mala che porti non è diversa dal quarzo rosa o dalla giada. Svegliati Jole!!!! Lascia andare..' Il pianto di dolore ora è forte, disperato e il respiro mi sembra non placare un secondo questa disperazione, l'accentua, la esalta, la amplifica.
'Non posso farcela' afferma la Jole che non molla, che ha paura di lasciare il 'vecchio' per qualcosa che sa essere più ampio, più esaltante, più Vero.
C'è la canzone di Peter Gabriel credo ' In your eyes''.e l'immagine di Babaji appare rassicurante, sorridente, felice e serena: ''Io sono negli occhi di tutte le persone che incontri! Non nelle male e nelle murti che adori; lì trovi solo te che guardi me...negli occhi degli altri vedi Me che guardo te'!!”
Ora piango di commozione a scriverlo, ma viverlo lì ,attraverso il respiro, dentro di me, è proprio stato altro...
'continua la tua Vita' mi dice la mia vocina'''stai andando bene Jole! hai bisogno di questo e lo sai anche tu che è necessario e Vero''.
Apro gli occhi' e osservo Luca respirare appoggiato al muro: lui ha aspettato, ha aspettato da sempre ,rispettando ciò che ero, che amavo, che pensavo, anche se non era condiviso e mai, mai ha invaso o fatto pressione..ora lo so..ora lo riconosco, ora vedo tutto questo..
Mi rimetto distesa a osservare il respiro e mi rendo conto che questo dolore di separazione e rinascita è un ulteriore passo avanti nella mia differenziazione da Filippo, da quello che lui è nel mio cuore, essere devota di Babaji in quel modo che ora non mi appartiene più era un modo per sentire la sua affiliazione, la sua benedizione, il suo consenso..
Mi viene da sorridere penso al mio bracciale rottosi tre/quattro mesi fa e mai tornato indietro, l'oggetto che rappresenta il ns incontro ormai 15 anni fa, un altro oggetto a cui attribuire un potere..un significato..come se l'amore per Filippo fosse un bracciale a ricordarmelo.
Lascio la mala davanti a me, la lascio andare dentro il mio cuore e ringrazio e saluto con amore la Jole devota che tanto mi ha aiutato, sostenuto, incoraggiato nella mia vita.
Ora c'è quest'altra Jole che trascende senza rinnegare l'Altra ma che si dischiude a un altro e diverso livello di consapevolezza di sé,.come dice Filippo, 'sento di essere 'onda' e mi lascio andare.
'Cerchiamo la rinascita ma non vogliamo morire. L'istinto di sopravvivenza del corpo è naturale e sano, a livello psichico invece, il timore della morte dell'io è ciò che impedisce la rinascita, è il sepolcro imbiancato che non vogliamo abbandonare.'
Sorrido felice a questa nuova rinascita e due mani discrete e forti mi massaggiano la schiena..mi toccano, mi sostengono..
Non sono sola, sorridendo penso',stavolta non solo sola... come sempre ho il sostegno dell'Universo che mi guida, che mi conduce, che mi ama.

E allora ora vado, con la mia nuova strada, con la mia nuova rinascita, con la mia nuova Jole.
Ora la mia mala e avvolta intorno al braccio, è sempre la mia mala, è sempre Jole che la porta, eppure non è lo stesso.

Grazie a chi mi ha assistito. Grazie a Luca che con amore ha aspettato questa nuova Jole da amare e da scoprire. Grazie a Filippo per avermi insegnato ad affidarmi al respiro per vivere tutta questa Magia che è la vita, e per avermi trasmesso, attraverso la sua esperienza di vita con Babaji, un modo di osservare e percepire la realtà.