In questa pagina troverete brevi estratti di esperienze e pensieri di quanti hanno sperimentato il rebirthing transpersonale in sedute individuali ed incontri di gruppo.
Gli scritti sono inseriti in ordine cronologico: dal 2003 al 2011 incluso. Crediamo che il racconto delle esperienze di chi ha sperimentato la nostra tecnica sia una "prova scientifica"soggettiva ma attendibile.

Invitiamo tutti a inviarci materiale in merito per rendere questo spazio ancora piu' interessante


Meravigliosa l'esperienza personale, emozionante la "comunicazione" instaurata con tutto il gruppo, eccezionale la respirazione e le sensazioni provate. Ringrazio con tutto il cuore me stesso per aver ascoltato, almeno per una volta, il mio ultrarepresso sesto senso che, alcuni giorni fa, mi ha consigliato caldamente di "buttarmi" in quest'impresa. Ma ringrazio soprattutto te e tramite te (faglielo sapere in qualche modo) Filippo, Luca, Romina... ognuno di voi, con i suoi meriti speciali, ha contribuito ad accrescere in maniera esponenziale il livello di questa incredibile esperienza. M.P.
Parlarne sembra quasi inopportuno. Sono sensazioni molto personali eppure, nella loro semplicità, estrememente condivisibili. Non c'è più, ora, un ricordo, se non estremamente labile, di quello che credevo essere "me". Più sperimento, anche lontano dal Respiro, più la visione di "ciò" che sono, perdendo forma e definizione, acquista in contenuto. Si manifesta quello che credevo non potesse avere espressione attraverso me e tutto ciò che sento di aver ormai esperito si affievolisce come mai provato, lasciando spazio a nuove sensazioni ed emozioni. E' pura espressione in divenire del rapporto che ho con me stessa, così privo di rancore che sorrido nei momenti in cui mi trovo a prenderne coscienza. Non è assenza di dolore, rabbia o giudizio, tantomeno eterna presenza di gioia o affannosa, quanto dannosa, ricerca di "perfezione": per me è stata la riscoperta di un abbraccio accogliente, caldo, amorevole. Il mio. A.L.


provo maggior armonia dell’anima nei confronti degli avvenimenti quotidiani; più attenzione nell’ascoltare e nell’esprimere il mio io interiore, migliorando la qualità del rapporto con il mondo focalizzando l’attenzione sulle mie risorse; più serenità e più gioia ed entusiasmo nel comportamento quotidiano verso la costruzione della vita; posso osare di più perché ora so che ho i mezzi, subire di meno e guardare in faccia con attenzione rilassata quelle cose che prima preferivo sfuggire; cambiare interiormente per modificare a situazione esterna fino al raggiungimento di un equilibrio di energia; non ho più fretta. E’ stata un’esperienza assolutamente positiva che intendo proseguire ed approfondire. L. M.

All'improvviso mi accorgo di essere un granello. Solo un granello: piccolo, insignificante, trasportato dal vento di qua e di là senza alcun potere di decidere dove andare, come andarci e chi sono. Nulla! Un semplice fottuto nulla che è uguale agli infiniti fottuti nulla di ogni colore e forma, uguali e diversi e comunque nulla. E il vento soffia e distrugge, soffia e conserva, soffia e conduce e il granello che si illude di avere in mano il timone. E se il vento si placa tu sei fermo con in mano un pezzo di legno. Quanto amore trasporta il vento e quanto io sono quell'Amore in balia di Esso. Là dove il tempo e lo spazio non posso controllare. Là dove c'è il bene e c'è il male. Dove l'amore e l'odio coesistono, inter-sono, dove sotto ogni forma regalano un sorriso o tanta sofferenza. Proprio là un non-luogo al di là del tempo e dello spazio, al di là delle scritture di ogni tempo e luogo che tanto mi danno e tanto mi tolgono. Al di là di tutto un non-granello che è tutti i granelli e contemporaneamente nessuno di essi; un non-livello che è tutti i livelli e nessuno di essi si serve del vento, del corpo e della mente per respirare un non-respiro che è tutti i respiri e nessuno di essi. Grazie. David


Dopo aver provato la "pulizia delle antenne"del reb e il contributo che mi ha dato e mi dona per accedere alla parte più vera di me stesso, non potrei più tornare indietro e non tener conto dei messaggi arrivati. Mi sembrerebbe di tradire me stesso e sarebbe la cosa più grave che potrei farmi. G.L


Il Rebirthing mi ha permesso di completare quel salto di qualità del vivere che mancava nonostante tutto il mio impegno e introspezione. Non vivo più in modo solo conflittuale, accettando oltre allo stare bene anche l'ombra. Faccio nel pensiero, nell'azione e mi sento un vulcano accorgendomi, a volte, di quanto mi sono sempre accontentato senza sfruttare di più le mie potenzialità.
Che bello!!! Che dono questa vita! Nella sua semplice quotidianità! Mi emoziona e mi eccita! Enrico


il mio secondo seminario, mi ha permesso di prendere finalmente contatto con la mia malattia, ossia la sclerosi multipla, e così dopo aver discusso, pianto e urlato contro di lei mi sono resa conto che lottarci significa solo fare male a me stessa! Quindi ho deciso di accettarla con tutti i limiti che m'impone e di provare a considerarla un'amica molto scomoda, che mi aiuterà a diventare più forte, mi ha già insegnato a giudicare meglio le persone e a vedere quello che è veramente importante nella mia vita. FABi


Nella seduta ho provato una sensazione di benessere completo, ho sentito come stavo bene nel mio corpo, come lui era capace di darmi sensazioni di profondo benessere e piacere, c'era una completa assenza di dolore sia fisico che morale, non credo di aver mai provato una sensazione così piacevole di benessere in piena autonomia, io da sola sono stata così bene. è stato così completo e intenso quello che ho provato che tentare di spiegarlo lo riduce e lo spoglia di moltissimo che è impossibile descrivere. Bene questo pieno di benessere ed energia che ho fatto in questi due giorni, sono certa, mi sosterrà fino al prossimo seminario. grazie a tutti! siamo un gruppo bellissimo e quello che ci stiamo donando, condividendo, non andrà mai perduto. Giuly


Non c'è stato un momento preciso, ma gradualmente ho visto la mia vita cambiare; e per vita non intendo casa, lavoro, affetti, ma il mio starci dentro. Mi vedo ancora, guardando indietro nel tempo, in bilico tra quello che avrei voluto fare o essere, e quello che avevo fatto o ero stata. E nel presente? No, lì in realtà io non c'ero. Ed è questa la grande occasione da cogliere, la vera rivoluzione da fare, quello che mi sembra stia cambiando veramente. ci sto dentro a questa vita, nel bene e nel male, un po' più consapevole, un po' più affettuosa con me stessa, meno rigida nel giudicare gli altri. Potrà sembrare una cosa da poco, probabilmente lo è, ma la sensazione che provo e quella di un malato che a poco a poco riprendere a vivere: ed è una sensazione meravigliosa! Il cammino mi appare in salita, non voglio dare nulla per scontato, e una volta raggiunta una meta ecco che subito si presenta un altro ostacolo, ancora più difficile da superare. Patrizia


Desidero con tutta me stessa ritornare ad "abitare" il mio corpo nella sua interezza. Percepirlo in ogni sua fibra e sciogliere quei nodi che lo imprigionano. A chi mi ha chiesto cosa abbiamo fatto io non ho saputo cosa dire. Come si può spiegare, cosa si può spiegare? Ho solo risposto che incredibile è la possibilità di accedere a noi stessi attraverso il respiro. E quanto potente e non da sottovalutare possa essere il reberthing! Chi mi ha chiesto a cosa mi è servito non ho risposto nulla. Ho solo sorriso. Cristina


Un giorno o l'altro con piacere parlerò del mio percorso. In effetti ci ho pensato qualche volta, soprattutto all'inizio, ma è stato un bene non averlo fatto allora. Era un inizio di un processo, e non la fine, come ingenuamente era convinta che fosse! Cercavo la gioia senza capire che era li nel dolore che provavo. Ora scriverei altro e non tanto di quanti progressi ho fatto ma di come riesco a vedermi per quel che sono! E sono convinta di essere ancora all'inzio. Grazie ragazzi per esserci ed avermi aiutato anche voi a capire! Con amore. Paola


Vedo e sento questo "soffio vitale" e penso alla pienezza della vita, alla sua essenza. Penso alla creazione. Penso alla nascita e alla morte la vita come un lungo e inebriante respiro. Penso al battito del cuore, al suo pulsare che scandisce il ritmo dell'inspirazione e dell'espirazione e ne rido di gioia perchè ci affanniamo tanto, mi affanno tanto per raggiungere ciò che ho! che abbiamo già ! ma che sembriamo aver dimenticato. Cristina


Io non so in quale punto del corpo si sia andato a posizionare questo semino, ma è da sabato che mi condiziona in modo in modo estremamente positivo le giornate, e' stato come un risveglio, una nuova presa di coscienza, e' una sensazione piacevole, delicata, permanente, in 42 anni non ho mai provato niente di simile,ogni tanto rientro in quella stanza, mi sembra di riascoltare il respiro di ognuno di noi, come una cosa sola. un grazie di cuore. Paolo


Poi cominci a respirare, ed entri dentro te stesso come non hai mai fatto prima. Ti sorprende, ti immobilizza e ti fa paura, poi ti rilassa, ti svuota, ti fa piangere di gioia e di dolore. Sì! il dolore va affrontato, bisogna conviverci. Forse la vera felicità e' non aver bisogno di felicità. Paolo


Incertezza, ansia, paura dell'ignoto ma c'è speranza, voglia di star meglio, voglia di ripulirmi, voglia di vivere. e allora vado, mi tuffo senza pensare, un respiro dopo l'altro lascio sul posto una dopo l'altra tutte le mie vecchie armature, armature pesanti, fuse col sangue coagulato, sangue di ogni ferita, corazze di rabbia, di ogni grido mal celato. ma sono ancora nei limiti e allora forzo il respiro, lo rompo, mi apro, mi espando, mi evolvo, mi innalzo, sono sempre io nella mia veste più pura fatta di Aria. ma c'è anche il corpo che vibra forte e hertz ovunque come per dirmi "hei amico ci sono anch'io, non sono solo una zavorra c'è il fuoco dentro di me". Salvo


mi si è aperta la finestra delle percezioni, sono ritornata a percepire e a guardare. mi mancava tanto, non mi faceva sentire presente. Il respiro per me è la mia forza vitale, la mia energia: è la guida per riportarmi per la seconda VOLTA ALLA LUCE. mi sento di dire agli altri: "non esiste maestro migliore che la vostra guida interiore". è solo affidandosi completamente al respiro che si apriranno le risposte alle vostre domande senza chiedere nulla. G


E' emerso un pianto intenso e prolungato sentendo l'incomunicabilità e il bisogno di rapportarsi con il prossimo. poi, mio padre: il dispiacere che non ci sia più fisicamente. gli dico che l'ho capito e accettato poi qualcosa che mi scende dal basso, dai testicoli.. Uno scambio d'amore universale. Bella l'unione con tutti gli altri, e anche se inizialmente ho avvertito antipatia per qualcuno, so che è un mio scontro. penso ad altro e l'accolgo cosciente e il conflitto scompare. c'è una pace in me che è imperturbabile, anche se ci sono contrasti li accolgo. e poi torna la quiete. Enrico


E' stato un vero sollievo immergermi nel clima del seminario fatto di amicizia e libertà e coraggio. Credo proprio che parteciperò anche ai prossimi, farò il possibile per venire e sto già spargendo la voce, anche se le persone aperte a questi discorsi e disposte a investire concretamente tempo, denaro ed energie in definitiva non sono molte. Ho apprezzato anche i temi discussi. A volte durante le tue/vostre parole appassionate ho gettato la spugna, ho smesso di cercare di capire tutto, e sono rimasto semplicemente a contemplare la forza e l'energia che scaturiva: bellissima. Adriano


Ero venuta più per sciogliere un pò di tensioni emotive accumulate e magari rilassarmi e invece mi sono arrivate tra capo e collo una serie di "rivelazioni" che hanno fatto oscillare come una statua di granito la mia illusoria certezza di conoscermi... e sta ancora oscillando! Una cosa l'ho capita bene: io non mi affido, anche se apparentemente sembro farlo, e probabilmente è perchè io non so affidarmi a qualcosa che è superiore. Beninteso, so che c'è un principio supremo, un disegno divino, ma non so abbandonarmici. Odio essere inerme e non sono capace di lasciarmi andare agli eventi, non mi fido nemmeno di dio! Alberta


Sono stata su un pianeta venerdi sera. un viaggio in cui ho attraversato le montagne e visto e sentito l'odore del mare. un viaggio che mi ha accolto all'arrivo, dalla discesa dall'astronave, con questa Luna. Sono stata in una casa dove si "respirava" che quella era ed è sempre stata la tua casa. Dove le pareti e gli odori del cibo ti facevano sentire a tuo agio..che quella che veramente sei puoi esserlo! C'erano degli strani oggetti che ti rammentavano quella parte dentro di te che è sempre stata Divina..e che hai bisogno di quegli oggetti per ricordartelo. C'erano poi loro, le extraterrestri: strani personaggi, bellissimi nella loro fragilità quanto per la loro forza! accoglienti, invidiose, impaurite, stupite. Parlavano tra loro e si raccontavano intorno a un tavolo senza sapere l'una dell'altra, affidando i segreti più reconditi, le paure più evidenti, a condividere la vita nel sentirsi appartenenti a quel tipo di razza. Mi hanno invitato a vedere quello che facevano per sentirsi così. e tutte insieme hanno iniziato a respirare con una musica coinvolgente e a lasciarsi andare. Ho visto il dolore fisico trasformarsi in emozione e ri - trasformarsi ancora in amore e gioia condivise insieme. Mi hanno fatto vedere che il coraggio di affrontarsi è l'unico modo per conoscersi davvero! E la cosa meravigliosa è che tutte erano unite in quelle emozioni, in quei pensieri, in quelle immagini Mi hanno fatto vedere che esiste una RETE che le lega e le protegge. E che in quella unione trovano la loro forza. Armonizzando le diversità in un'unica VOCE. Ho "sentito" la loro voce in questo pianeta dove sono atterrata. Ora sono qui, atterrata dalla mia astronave. Ho visto che è possibile e il ricordo di quello che ho visto è inciso nel mio cuore nel dolore e amore di questa mia nuova consapevolezza. Ma in quel coraggio condiviso che ho visto non posso non crederci.
E questa ormai è la mia nuova realtà da cui poi far partire la mia azione. Sono stata su un pianeta dove è possibile sentirsi parte di una razza universale. La meraviglia di essere Esseri Umani! Jole


Il corso è stato "speciale" come uno tzunami, ora non resta che riordinare i pezzi, ma da dove inzio? Come tu hai detto il mondo intorno non cambia, siamo noi che dobbiamo guardarlo con occhiali nuovi, mi ripeto questo come un mantra, devo dire che fare questo non è facile e soprattutto non è indolore. Ci sarà una fine della sofferenza... grazie per avermi dato la possibilità di misurarmi con me stessa, col coraggio, con una parte di me profonda. Grazie perché, anche se faceva paura, non mi sono mai sentita sola. Miria


Invasa e pervasa da sensazioni molto forti come il dolore, la sofferenza e a momenti anche la solitudine... e ancora la gioia e una nuova forza interiore che non conoscevo e non sapevo di avere. Soltanto facendone esperienza se ne ha la dimensione della grandezza. Stefania


E' stato un cocktail di grandi emozioni, dallo stupore alla gioia di essere lì, di respirare un'atmosfera magica, di accorgermi che in fondo sono "normale" e che tutti i pensieri e le paure sono veramente frutto di una mente che va da sè e che non rispecchia il "Vero Me"! Ary


Penso di non aver sentito (nel senso di udire) niente di nuovo, ma ho vissuto qualcosa di nuovo. Ovvero ho condiviso l'esperienza di rendersi conto che nonostante siamo consapevoli della nostra diversità, del nostro valore, di tutto quello che abbiamo dentro, non riusciamo per qualche ragione a vivere con serenità la nostra condizione. E il problema, chi più, chi meno, ce l'abbiamo tutte, di qualsiasi età, cultura, ceto sociale... Elaborando tutto questo mi è arrivata una grande serenità dentro, e una maggior sicurezza in me stessa. Mi rendo conto che addirittura cammino per la strada con un atteggiamento diverso, guardo gli altri in modo diverso, e finalmente arrivo a prendere decisioni che riguardano me indipendentemente dagli altri. Paola


Avevo avuto la rivelazione di come una parte di me fosse tanto donna e una parte fosse tanto uomo; i due aspetti non si tangevano, anzi, erano separati e inconsapevoli l'uno dell'altro, addirittura alternativi. Ora sono una donna, consapevole di esserlo, ma con gli attributi e in grado di usarli a tempo e modo debito. Sono riuscita a far parlare tra di loro i miei due esserini, si sono anche piaciuti, hanno imparato a conoscersi e, quando serve, ammiccano e lavorano insieme. Cri


Lasciarsi andare non è questo? Lasciarsi andare al respiro non è mollare e abbandonarsi con fiducia alla vita? Penso e sento che è così, questo per me significa il reb. Cri


Anime di Donne come navi, sono sopravvissute a burrasche, stanno attraversando tempeste, sono alla ricerca di un mare come olio su cui lasciarsi scivolare e riposare. Anime in viaggio, Anime alla deriva, Anime che stanno per salpare dal porto. Anime di Donne come valorosi guerrieri che si ritrovano dopo la battaglia e si curano le ferite a vicenda; come coraggiosi esploratori ricercano ciò che è nuovo e osservano, rispettano, integrano. Anime di Donne calde, vibranti, pulsanti, ferite, rinate, amate, violentate, cresciute, incoraggiate, paralizzate, stupite, colorate, profumate, confuse, semplicemente e straordinariamente VIVE! Shakuntala


Il seminario con le donne è stato magnifico: ci siamo incontrate come delle estranee (e per qualcuna anche come nemiche) e ci siamo lasciate come delle sorelle. Maura


Mi sono lasciata fare con spontaneità ciò che mi consento di fare quando sono nella mia stanzetta in meridiana ed assisto chi respira. mi sono resa conto della grazia di cui sono stata dotata, per poter vivere tutto questo, della capacità del tocco di alleviare e di come aver integrato e trasceso le mie paranoie, mi consente di sostenere chi è pronto a liberarsene. lo scorso incontro di febbraio era stato improntato, nonostante il dolore alla schiena, all'accogliere il piacere, mentre respiravo davanti alla finestra ed il sole mi riscaldava dentro e fuori, ho ritrovato il piacere dell'accogliere..il piacere, questa volta, del piacere di agire nel mondo con il cuore aperto. Paola


Ebbene si, anche io mi sono tolta un'altra maschera, che era quella della sicurezza e della forza, sbriciolandomi in una fragilità infinita. Ed ora che lentamente sto atterrando mi sento ancora più ME con la Fragilità e la Debolezza che si fondono con la Forza che prima regnava, si mescolano nella mia Anima in una dolce armonia di emozioni. Sono ancora io, sempre più ricca, sempre più imprevedibile, come la meraviglia della Vita e'. Valibella...sempre più bella!


Inspiro ed espiro nel disperato tentativo di cercare e trovare quella pienezza e quel benessere del giorno prima ma non mi aspetta questo. Provo a lasciare andare il corpo seguendo le vibrazioni del ritmo ..ma non ci riesco. Il movimento nasce scoordinato e incerto. Percepisco fisicamente la difficoltà. Ho un disperato bisogno di muovermi, di esprimermi, di sentire e un nascente muto dolore che questo non può avvenire, non avviene, non è mai avvenuto. Un dolore sordo e muto. Terribile. Qualcuno mi aiuta a sentire le vibrazioni del mio corpo e ad armonizzarle ma non ci riesco! Cerco disperatamente l'altro mi aggrappo a un braccio come fosse un'ancora per non affogare. Cerco disperatamente l'altro e me... sentire, toccare, annusare con gli occhi chiusi e il tatto come unica guida. Come volere definire i contorni e prendere consapevolezza di ogni forma per ri-conoscermi e ri-conoscere l'altro. MA non riesco a fare ciò con libertà. Vago nel buio e ho solo il mio corpo come unica guida di cui però, ho paura. Delle mani calde e piene toccano la mia schiena, là dove è il mio disagio. Mi abbandono ad esse che coccolano ed amano una parte di me, nascosta in un freddo angolo buio. Sono grata a quelle mani che hanno saputo andare li dove avevo più bisogno. Dove io non potevo andare e amare. C.


Il sentirmi, il conoscermi, la mia coscienza, la mia anima, la mia spiritualità erano sentieri sconosciuti prima, incoltivati, forse resi aridi dalle circostanze della vita e dal suo divenire. la cosa più intensa che mi è accaduta con la tecnica del respiro è stato riuscire a trasformare il dolore in amore e riuscire a espanderlo. Ciò mi ha donato pace, serenità, gioia, compassione, e presenza a me stessa e quindi agli altri. La potenza del rebirthing per me è la naturalezza con cui esprime il sentimento delle piccole cose, delle abitudini, l'insieme delle contrastanti emozioni che forma l'umile magia dei giorni che passano. Gabriella


Trovo una difficoltà incredibile a esprimermi, dentro è tutto così chiaro, così semplice, così trasparente. mi faccio accompagnare dalla musica, e un pianto di riconoscenza verso tutti e tutto mi accompagna. Piango perchè mi sono accorto che non c'è bisogno di muovere niente, non c'è alcun cammino, niente da spostare, niente da sistemare... ma solo tutto da lasciare! Ecco che cosa sono: uno che non ha spostato una virgola di sé e che può accogliere l'altro perchè non è altro, ma è proprio come lui. Maurizio


Ho provato tanta gioia nell'arco della giornata e ancora dopo il reb... Ero in casa, con la mia famiglia e tutto quello che facevo, lo facevo con gioia e amore, non mi pesava nulla, anzi.. quasi non mi rendevo conto con quanta spontaneità mi ritrovavo a a fare cose, che in genere faccio per routine, e che di certo non mi diverto a fare, perché mi pesano. Invece no, ieri ero felice di farle! Mi sono goduta ogni attimo della serata e sentivo ogni cosa che toccavo, ne percepivo il valore (non so bene come spiegarmi), per poi abbandonarmi ad un tenero sonno profondo. E.M.


Trascrivo le sedute di una ragazza di 16 anni che ha svolto delle sedute individuali insieme a Luca da gennaio a maggio 2010. Nessuna introduzione da parte di Luca, nessun commento alla fine di ogni sessione; soltanto questi scritti a testimoniare quanto accadeva durante le sedute. Sofia ha dato il suo consenso alla pubblicazione, sperando di poter essere d'aiuto a chiunque leggerà. Iole.

Ho iniziato a respirare. Sentivo tanto freddo e avevo un leggero dolore alle braccia e dietro le spalle. Poi, continuando, sentivo dolore anche alla cicatrice che ho sulla pancia: mi pizzicava continuamente..
All'improvviso, di nuovo quel pianto che doveva uscire, sentivo di doverlo liberare, sentivo di aver tanto bisogno di piangere, di sfogarmi.. All'inizio ho avuto qualche difficoltà ad esternarlo, c'era sempre qualcosa che mi costringeva a bloccarlo in gola ma poi ho pianto, finalmente! Finalmente sono riuscita a lasciarmi andare e mi sentivo bene mentre piangevo, non era un pianto di dolore, ma nemmeno di gioia, era un pianto e basta. Continuavo a respirare quando, tutto d'un tratto mi è venuto di sorridere e ho sorriso, anche più volte.
Poi davanti a me ho visto l'immagine di mio padre che abbracciava mia sorella, non ho provato rabbia, ma un certo tipo di fastidio nei confronti di mio padree prima ancora che potessi visualizzarla meglio, quell'immagine era già svanita.
Ad un certo punto, mentre respiravo, sentivo il bisogno di un abbraccio, di un contatto. Così istintivamente ho teso le mani verso Luca, che ha risposto abbracciandomi stretta.
Dopo aver respirato ancora un po' mi fermo e mi rilasso. Vedo di nuovo l'immagine che avevo visto nella seduta precedente: ancora quel treno con dentro quella persona. l'unica persona di tutto il treno che era seduta su un sedile che si muoveva avanti e indietro. Svanita anche quella immagine ho aperto gli occhi: mi sentivo rilassata, distesa, senza pensieri e con una sensazione di benessere indescrivibile. E' stata una seduta diversa dalle altre, non so come dire... mi sentivo per la prima volta in contatto con me stessa, ero più coraggiosa, sicura e determinata e sentivo una pace interiore che non avevo mai avuto prima.


In questa seduta ho iniziato a respirare in piedi, anziché sdraiata. Era strano inizialmente, mi sembrava che stessi facendo un esercizio in allenamento. Ho iniziato a respirare e sentivo che mi formicolava ogni parte del corpo, persino il naso, sentivo energia dentro di me, attraversarmi. così le gambe hanno iniziato a tremare e non riuscivo più a stare in piedi..dovevo sedermi..mi sono seduta, poi mi sono sdraiata..continuando a respirare.
Ho iniziato a piangere e così piangevo piangevo.. prima abbracciando Luca, poi da sola, poi piegata sulle gambe, poi di nuovo seduta, sentivo che in quel momento mi stavo liberando da quel dolore tanto profondo. Era bello tirare fuori finalmente, liberarsi, lasciar andare..
Poi mi sono alzata di nuovo in piedi e piangevo, piangevo profondamente. Era bellissimo sentirmi, ascoltarmi, sentire il mio corpo, le mie gambe, identificarmi, ritrovarmi con il mio pianto anche se in quel momento, non avendo l'equilibrio, mi sentivo una bambina ai suoi primi passi.
Poi mi sono sdraiata e smettendo di respirare, ho rilassato tutto il corpo. Mi sentivo benissimo, mi sentivo in pace mi sentivo finalmente con me, mi fidavo di me, mi piaceva da morire quella sensazione.. Così ho aperto gli occhi, penso di non aver mai sentito il mio corpo così rilassato, ero serena, spensierata. Non appena ho aperto gli occhi, la spalla e il polso che fino a un'ora prima mi facevano malissimo, non mi davano più alcun fastidio, alcun dolore... me li guardavo incredula, me li toccavo stupita... era incredibile.


Sentivo freddo, battevo i denti e tremavo. Subito dopo sentivo tutto il mio corpo disteso e rilassato. Poi ho avvertito un leggero formicolio alle gambe; mentre continuavo a respirare ho sentito il pianto in gola, il mio pianto che dovevo esternare, dovevo liberare. E piangevo di rabbia e di dolore, di gioia e felicità, tutto insieme, tutto mischiato, era bellissimo! Piangevo ancora e dicevo a me stessa: Sì, è il tuo pianto! E' il tuo corpo! Finalmente l'hai ascoltato! Ci sei dentro e ne sei consapevole! Ce l'hai fatta! Piangevo per la gioia, la commozione, perché mi ero ritrovata, ero in contatto con il mio IO più profondo. Mi sentivo anche molto felice e ho continuato a piangere. Mi dicevo: E' la TUA rabbia, è il TUO dolore!
Così li avevo accettati, avevo capito e sentito che dovevo tirarli fuori.
Dopo aver smesso di piangere, finisco di respirare e rilasso tutto il mio corpo. Provo una sensazione fantastica, bellissima, indescrivibile, vorrei poter restare in questo stato per sempre.
Poi davanti ai miei occhi appare l'immagine di me stessa dentro la pancia di mia madre, sentivo che stavo per nascere, di nuovo. ma poi non è successo nulla, quell'immagine era svanita. Ho provato una sensazione piuttosto strana, ero piccolissima, eppure ero io quella, io ero così. Poi mi sono rivista all'età di otto mesi, in ospedale, con le flebo attaccate a quelle minuscole braccia, quando dovevo operarmi. ho provato tenerezza, commozione, ho rivissuto quel dolore così lontano ma così vicino. Infine ho aperto gli occhi e mi sono sentita felice, anzi felicissima, piena di gioia e consapevolezza di me stessa. Sentivo il volto rilassato, completamente disteso, la mia mente era libera, incondizionata, ma anche il mio corpo godeva delle stesse sensazioni. Ero anche un po' scombussolata per l'intensità della seduta, ma in quel momento non mi importava, non ci pensavo, non facevo altro che sorridere, ero contenta, quasi impressionata dal cambiamento che vedevo e sentivo in me, della mia rinascita. Ho capito che la felicità è sempre stata lì, a portata di mano, non dovevo andare da nessuna parte per averla, non dovevo cercarla, è rimasta sempre dentro di me, bastava solo volerla. Sofia


Continuiamo ad inserire i resoconti delle sedute di Sofia, che ora ha deciso di partecipare ai nostri seminari mensili a Roma.

Prima seduta
Ho iniziato a respirare e sentivo mio padre, lo sentivo, sentivo il suo abbandono nei miei confronti, sentivo il fatto che non c'era, che non era mai stato presente. Mi pesava molto e sentivo tanto dolore dentro di me. Cosi' ho iniziato a piangere. E piangevo, piangevo, piangevo e singhiozzavo. Poi ho visto mia madre e mia sorella, vicine, che mi guardavano e scuotevano la testa, come a dire: Tu sei matta! Sono scoppiata di nuovo a piangere, mi sentivo sola, abbandonata, non voluta. Sentivo il bisogno di un uomo vicino a me. Subito dopo ho sentito qualcuno avvicinarsi, un respiro vicino al mio e all'istante non riuscivo a distinguere più i nostri respiri. Poi ho sentito la sua mano prendere la mia e immediatamente ho capito che era Luca, ho riconosciuto la sua stretta inconfondibile. E subito sono scoppiata a piangere, ancora, commossa, mi sentivo per la prima volta voluta, accolta, amata da un uomo, da un padre. Mi bastava sentire che era li, che comunque c'era. Poi mi sono sdraiata di nuovo e sono precipitata in quel senso di profondo benessere, di totale rilassamento. Quando mi sono alzata, è venuto Enrico vicino a me, mi ha guardato, sorridendomi e mi ha preso la mano. Cosi' mi sono addormentata all'istante e quando mi sono svegliata mi sentivo bene, sorridevo, mi sentivo nuova, ero spensierata ed anche molto contenta e consapevole..Bellissimo!

Seconda seduta
Subito ho sentito in me dolore, tanto dolore, rabbia e poi quell'inconfondibile nodo alla gola. Si, sentivo il pianto salire piano piano in me, dovevo farlo uscire, sentivo di dovermi liberare e lasciarlo andare. Cosi' ho iniziato a piangere. Era bellissimo perdere il controllo, mollare tutto, tutte le paure, tutti gli stupidi pensieri e lasciarsi andare. È piangevo, piangevo continuamente, disperatamente, sempre di più, sempre più forte. Era un pianto intenso, profondo. All'improvviso ho avvertito in me la voglia, il bisogno di un abbraccio; poi, vicino, mentre piangevo, ho sentito respirare qualcuno che, vedendomi cosi', voleva abbracciarmi, starmi vicino, aiutarmi. Subito dopo qualcun altro mi toccava il ginocchio. Ma sapevo, sentivo che in fondo non erano quelli gli abbracci che volevo, di cui avevo bisogno. Non cercavo un abbraccio qualunque o da chiunque, in quel momento avevo un profondo bisogno dell'abbraccio di Luca. Cosi' mi sono alzata e sono andata verso di lui. Appena ci siamo abbracciati, sono scoppiata a piangere. Era meraviglioso, lo sentivo come un papà, il papà che non c'era mai stato. Era una sensazione bellissima, di accoglienza, di protezione, di conforto, che non avevo mai provato prima e mentre piangevo, mi sentivo una bambina che veniva cullata per addormentarsi. Cosi' mi sono sdraiata e rilassata. Avevo una sensazione di pace indescrivibile, una pace interiore meravigliosa, mi sentivo libera e in un certo senso svuotata. Ero anche un pò stravolta per l'intensità e la profondità della seduta, ma comunque contentissima di esserlo! Era incredibile! Ora ho capito davvero il significato dell'affidarsi.. alla vita.. Bella, bella, bellissima esperienza di gruppo! Ringrazio ogni singola persona che era li', perchè ognuno in questi due giorni, mi ha dato, mi ha lasciato qualcosa. Sofia

Ciao Jole e Luca sono Sofia, qui scrivo un pezzetto di seminario che mi sono dimenticata e altro...

Era stupendo capire, sentire, di poter andare oltre, spingersi oltre, oltre tutto, oltre tutto quello che ci hanno insegnato. Come dice Jovanotti: "se ci hanno insegnato a contare fino a sette, vuol mica dire che l'otto non possa esserci!" Era meraviglioso ascoltarsi, vedere che c'è anche altro, molto altro, che non ci avevano mai fatto vedere. Era una cosa indescrivibile. Era bellissimo accorgersi di sé, stare con sé, sapere di esserci! Guardandomi, osservandomi, ascoltandomi, mi stupisco sempre di più, quasi mi impressiono dal cambiamento che vedo e sento in me, giorno per giorno, di come il reb mi ha "salvato", cambiandomi completamente la vita e di come io, e di questo ne sono felice, mi sono data la possibilità di farlo, di rischiare, di provare, di fare questo percorso su di me, per me, con me e mi ringrazio per ciò.
Se ripenso a come ero fino a due anni fa... Non parlavo mai, non mi esprimevo, ero chiusa, trattenevo tutto, mandavo giù tutto, mi vergognavo di qualunque cosa, perfino di salutare un amico, tenevo tutto dentro, mi arrabbiavo sempre per qualsiasi cosa, con chiunque e mi pesava tutto, mi pesava fare tutto, mi pesava vivere la vita. La vedevo come una cosa brutta, stupida, inutile, che ti fa solo soffrire; ero sempre triste e di cattivo umore, non sapevo di esserci, di essere viva, di poter sentire, parlare, ascoltare, soffrire, camminare, amare, gioire, piangere, respirare, abbracciare, ridere, sorridere. Sembravo un fantasma, ero un ombra, l'ombra di me stessa. Ero rigida, ma che dico rigida, ero rigidissima, un robot, un soldatino, camminavo con le spalle, le gambe rigide, tese, non mi rilassavo neppure per un istante, anche gli amici mi dicevano: "A sofi' e rilassate, me pari n'ciocco de legno!" Non ascoltavo il mio corpo, non sapevo di averne uno, non sapevo di avere gambe, braccia, mani, piedi. Avevo paura, paura di tutto, paura di vivere, di affrontare le situazioni, perfino di uscire con gli amici. Mi ero creata una prigione dentro di me, una prigione invisibile, inesistente. il coraggio non sapevo cosa volesse dire. Conoscevo solo la paura, quella vecchia amica che mi aveva accompagnato per anni. Mi nascondevo da tutto, non mi fidavo di nessuno, neppure di me, non mi conoscevo, non sapevo chi ero, non sapevo di esistere, avevo l'autostima sotto i piedi, anzi non ne conoscevo proprio il significato. Mi odiavo, si mi odiavo profondamente, ero arrabbiata con me, mi davo la colpa di tutto, mi sarei presa a pugni.. Mi facevo male inconsciamente, sia fisicamente che psicologicamente. Ero sempre spaesata, insicura e mi sentivo scomoda, fuori luogo, d'intralcio, d'impiccio per tutti. Mi sentivo stupida, banale, inutile. Non chiedevo mai aiuto se ne avevo bisogno, ma al contrario, davo tutto quello che potevo dare, dicendo di SI a tutto e tutti, a qualsiasi cosa, anche se non volevo, anche se mi faceva stare male, mettevo prima il bene degli altri, delle altre persone, e poi se era necessario, per ultimo, il mio, anzi di me non me ne importava assolutamente niente! Avevo paura di dire NO, non lo dicevo mai, a nessuno, avevo paura di perdere un altra persona a cui volevo bene, era come se non c'entravo niente io con questa vita. In quel periodo attraversavo la strada senza guardare, senza guardare se prima passavano macchine e mezzi vari in quell'istante e pensavo: "Sti cazzi, tanto se mi ficcano sotto, meglio, muoio! E' si, io all'età di quattordici anni provavo tutto questo, ero cosi'.
Se mi guardo, mi osservo, mi ascolto adesso, mi commuovo per come sono diventata, per la mia incredibile trasformazione, ora mentre sto scrivendo la penna va da sola ed io tremo e piango. Ma quando mi sono accorta di me, di esserci, di esistere, sono rimasta a bocca aperta, sconvolta, stupita, meravigliata, incredula, ho provato e provo tutt'ora una gioia immensa, una gioia che mi porto sempre dietro e che non passa, la gioia di vivere. In quel momento mi sono conosciuta, mi sono presentata a me stessa dicendomi: " Ma allora esisto!!! ciao sono Sofia!" Ora ci sto dentro a questa vita e ne sono consapevole ed è meraviglioso e la amo, come lei ama me. Se mi guardo ora stento a crederci di come il reb mi ha stravolto l'esistenza! Ovviamente ci sono, ci devono stare periodi, momenti più brutti, dove si sta più male, ed è meraviglioso cosi'! Ma stare male e esserne consapevoli, cazzo! è tutta un'altra storia! Grazie! Sofia


Ciao Iole e Luca, vi scrivo il seminario, le mie sedute di oggi e ieri...

Ho iniziato a respirare e mi sentivo una bambina, la stessa bambina di otto anni che era stata abusata da un ragazzo di 23, un ragazzo di cui si fidava e a cui voleva bene, in casa sua, in camera sua, con i suoi genitori, i suoi parenti che si trovavano a soli 5-10 metri di distanza da quella cameretta. Cosi' rivivendo quel lontano dolore, ma che era dentro di me, mi apparteneva, sono scoppiata a piangere, intensamente, disperatamente, sentendo, ascoltando, il dolore profondo di quella bambina, la sua vergogna, il suo senso di colpa, il suo non voler vedere soffrire la mamma, il suo rimanere immobile, terrorizzata, senza sapere cosa fare. Piangevo, piangevo, piangevo incessantemente e mi ripetevo: "io esisto, io esisto, cazzo esisto!!" Mi era uscita spontanea, naturale, quella frase, come per dire, inconsciamente, cazzo esisto! come fate a non accorgervene? Ho capito che tanto doveva essere cosi', non poteva andare diversamente, lui, il ragazzo che abusava di me, non poteva fare altrimenti, non poteva essere altrimenti. L'ho compreso, l'ho perdonato, ho capito che non poteva fare nient'altro se non quello che ha fatto, non poteva agire diversamente. Anzi ora lo ringrazio per avermi fatto conoscere la paura, il silenzio e la vergogna. Poi mi sono sdraiata di nuovo e mi sono rilassata, abbandonata, ancora con quel senso di pace, di quiete, addosso, la quiete dopo la tempesta. Subito dopo ho visto luce, tanta luce, luce abbagliante, pensando che avessero acceso le luci, ho alzato quella bandana magica, ho guardato e.. sorpresa! Le luci erano spente, era tutto buio, ognuno era ancora immerso dentro di sé, e quella era la mia luce interiore. Mi sono alzata e mi sentivo, non mi sentivo bene o male, MI SENTIVO. Sono contentissima di aver avuto coraggio, di essere entrata dentro di me senza paura, senza paura di andare, di sentire. Come diceva Luca, senza pigrizia! GRAZIE!

Seconda seduta

Ho iniziato a respirare e non riuscivo a lasciarmi andare, non ci riuscivo, non ce la facevo, era difficile, non davo continuità al mio respiro. Subito dopo due parole dette da Iole, ho aumentato e aperto il respiro e mi sono completamente abbandonata alle mie emozioni. Sentendo mio padre, il dolore perché non mi è vicino, perchè mi manca fisicamente, la rabbia nei suoi confronti perchè non si è mai preso cura di me, ho iniziato a piangere. E piangevo, piangevo, era un pianto profondo, liberatorio, piangevo e urlavo: PAPA' PAPA' PAPAAAAAAA'!! Urlavo e piangevo, poi mi alzavo in piedi, mi sedevo, mi sdraiavo, sempre piangendo, sempre con quel profondo dolore in me. Poi mi sono alzata e sono andata verso Luca, che era seduto, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto insieme.. era BELLISSIMO! Impossibile descrivere la sensazione, l'emozione provata in quell'istante, lo sentivo, sentivo il suo abbraccio unico, era come se quell'abbraccio ci fosse sempre stato, non so come spiegarlo, era come se tutto l'amore del mondo era li, tutto l'amore che cercavo, che non avevo mai avuto, era li, tutto li. Rilassandomi, ho visto me stessa, fatta praticamente solo di luce, una luce bianca, e aprivo una porta da cui spuntava altra luce, un bagliore chiarissimo. Svanita quell'immagine, mi è apparso il mio viso, il mio volto, con gli occhi chiusi, che dalla fronte al naso, era buio, scuro, nero, coperto completamente di oscurità, mentre dal naso fino al mento, era ricoperto di luce, la luce del sole, quasi accecante. Infine ho visto, non so come spiegarlo, ombra, una macchia d'ombra che veniva avvolta da una macchia di luce e viceversa, l'ombra avvolgeva la luce, era continuo, non si fermavano, LUCE, OMBRA, OMBRA, LUCE. E' difficile dire cos'ho provato, era come un senso di distanza, ma di vicinanza, insieme, tutte sensazioni mischiate insieme, fuse... GRAZIE LUCA, GRAZIE DI TUTTO, GRAZIE PERCHE' CI SEI, PERCHE' CI SEI SEMPRE STATO, PERCHE' MI HAI AIUTATO QUANDO NE AVEVO BISOGNO, QUANDO AVEVO BISOGNO SEMPLICEMENTE DI UN PADRE CHE MI ACCAREZZASSE O MI ABBRACCIASSE, O DI SENTIRMI DIRE UN SEMPLICE: "piccolè!" GRAZIE PERCHE' CI SEI TUTT'ORA, PERCHE' SE HO BISOGNO MI SEI VICINO, MI AIUTI, MI ACCOGLI, MI ABBRACCI COME SOLO TU SAI FARE, CON IL TUO MERAVIGLIOSO SILENZIO, IL TUO ESSERE COSI' PURO, VERO, DELICATO, AMOREVOLE, COMPRENSIVO, SENZA GIUDICARE. GRAZIE ALL'INFINITO PAPA' TRANSPERSONALE!! TI VOGLIO BENE! grazie, perchè affidarmi a voi è stata la cosa più giusta, bella e meravigliosa che potessi fare!! Grazie! Sofia


Ciao Iole e Luca sono Sofia, vi mando delle riflessioni, stati d'animo, sul seminario, che volevo condividere con voi...

Ed ora eccomi qui, sono le 9:06 di mattina, sono qui, con la testa appoggiata sul banco di scuola, il compagno di viaggi, con una mano tra i capelli e l'altra che regge la fronte, mentre aspetto il professore di geografia, che è in ritardo. E penso e ripenso al seminario, a quei due giorni intensi, pieni di emozioni, di sensazioni, di percezioni, di persone fantastiche, di anime immense.. Ora mi sento stravolta, scombussolata. Mi sento giù, mi viene continuamente da piangere, non rido, non sorrido, non mi viene naturale sorridere in questo momento.. e lascio andare. e va bene così. Sono contenta perchè proprio quando pensavo di aver superato e accettato un trauma passato, ecco che, sorprendendomi, viene fuori nelle sedute di rebirthing dell'ultimo seminario, dicendomi: Ooo ci sono anch'io, ce l'hai fatta a sentirmi! E mi ha fatto capire, sentire che non è tutto così leggero e facile come pensavo, che non è una passeggiata, ma che c'è tanto da fare ancora, un' infinità di cose, tantissimo da lavorare e togliere, tanto ancora da accettare, da capire, da sentire, da piangere, da comprendere, da confrontare e mi è arrivata una tranvata che non finisce più.. una pesantezza infinita.. Ma in questo mio stare male, in questo mio sentirmi così giù di morale, sono felice, felice perché consapevole di quello che sta accadendo dentro di me, o forse no, non lo so, non lo capisco, lo sono e non lo sono..

Mi sembra di impazzire.. Sono felice perché questa percezione mi ha dato uno schiaffo, svegliandomi dal mio profondo letargo, dal mio pensare che non può mai andare diversamente da quello che vuoi, che senti o che ti aspetti, che non può andare diversamente da tutti i piani.... Proprio in quell'istante mi è arrivata la mazzata e la mia coscienza mi ha detto: Ooo hai visto che le cose non accadono come te le aspetti, come le vorresti, ma possono andare, anzi quasi sempre vanno diversamente da quello che pensavi, senza il minimo controllo, e ti fregano doppiamente?? La meraviglia è tutta lì, quando si stravolge tutto!! Ora sto bene e sto male, sono felice e non lo sono, sono piena di energia, ma completamente svuotata e priva di energie, mi sembra un delirio.. C'è un uragano dentro di me, che mischia tutto, stravolge tutto, sta accadendo qualcosa di magico e incredibile li dentro, lo so, lo sento, e mi commuove profondamente questo mio starci dentro, quest'impotenza che ho, il non poter fare niente semplicemente restando a guardare.. Non smetterò mai di dire che il reb è una cosa magica, unica e straordinaria, che ti stravolge la vita, ti sveglia, ti fa scavare dentro di te, ti fa conoscere, facendoti vedere, sentire che non va poi così tutto bene come credevi, tutto quello che credevi aver dimenticato, perché in realtà non volevi sentire,ma che credevi essere apposto, che credevi aver accettato e capito, con il quale credere di avere già fatto i conti, di avere già sistemato tutto.. Ad un certo punto ti fa dire: CAZZO! MA ALLORA C'E' ANCHE QUESTO! E CHI SE LO SAREBBE MAI IMMAGINATO Dì AVERE ANCORA DENTRO QUELLA ROBA! E IO CHE PENSAVO Dì AVERLO ORMAI SORPASSATO! e BAM! Tutto d'un tratto ti senti incredibilmente stupida e presuntuosa! Piccola piccola! Semplicemente F A N T A S T I C O !!!!!!!! G R A Z I E !! Sofia


Ho iniziato la seduta decisa, coraggiosa, respirando, respirando, respirando continuamente, come non avevo mai fatto prima. All'improvviso davanti ai miei occhi è apparsa un immagine, l'immagine di un quadro, un quadro in cui le immagini si muovevano, cambiavano continuamente, in cui erano raffigurati il mio volto e quello di mio padre, inizialmente vicini, subito dopo erano insieme, fusi, mischiati, non si distinguevano, non li distinguevo più. Mi vedevo con la barba e con gli occhi scuri, poi vedevo il volto di mio padre un volto femminile, con gli occhi chiari e con la mia bocca.. Sulla targa di quel quadro astratto, dove di solito si mette il nome dell'opera, c'era una scritta a caratteri grandi ma poco chiara, intitolata: "LA STESSA COSA"..Sono rimasta molto colpita, stupita, impressionata, chiedendomi: "ma com'è possibile?" Immediatamente ho capito che era proprio cosi' e che non c'era assolutamente niente da capire.. Così ho iniziato a piangere.. Piangevo e dentro di me sentivo gioia, dolore, felicità, tristezza, commozione, fragilità, abbandono, tutto insieme, tutto fuso.. Piangevo per me, ho capito che anche quando sentivo il dolore per mio padre, in realtà piangevo per il mio dolore, sempre per me, non so come spiegarlo.. Era semplicemente meraviglioso, indescrivibile.. Mentre respiravo, ho percepito improvvisamente una gratitudine, un'immensa gratitudine per gli uomini, per tutti gli uomini, soprattutto per quelli presenti al seminario, perchè attraverso di loro ho capito, sentito, scoperto, che non esistono soltanto uomini come quelli che hanno attraversato la mia vita, come quelli che ho visto o che mi hanno fatto vedere.. Ma CAZZO! Solo guardandomi intorno, in quella stanza magica, mi sono commossa guardandoli, vedendo anche altro, quali e che uomini esistono! Avrei voluto ringraziarli e abbracciarli tutti! Di nuovo CAZZO! Sono rimasta a bocca aperta, mi è crollato tutto e sono felicissima di questo, immensamente colpita, grata, felice e gioiosa! Alla fine, quando ero completamente rilassata e distesa, ho visto, come nello scorso seminario, macchie di luce e d'ombra alternarsi continuamente, senza fermarsi mai.. Ora sono gioiosa, stanca e dentro di me! Sono contenta di essere stata coraggiosa, anche nello sharing, di aver respirato per me e di essermi abbandonata totalmente, senza controllo, senza maschere inutili..

Fantastica seduta e belle condivisioni con il gruppo! Nello sharing ho percepito un' energia strabiliante, per forza ero seduta in mezzo a Iole e Luca!!!! Grazie come sempre, del vostro amore, della vostra comprensione e della vostra purezza mamma e papà transpersonali!!!! vi abbraccio con tutto l'amore del mondo! Sofia.


Ciao Iole e Luca sono Sofia.. Vi mando delle riflessioni ed uno scritto che riguarda anche voi, e volevo condividerlo.. Pochi giorni fa ho fatto un sogno:

Ero in casa da sola, quando all'improvviso è apparsa dal nulla una figura incappucciata, con una maschera sul volto e una falce appuntita, proprio come il personaggio di "Scream". Prima mi ha guardata , poi vedendomi terrorizzata ha iniziato ad inseguirmi.. Io spaventatissima, correvo, correvo, col cuore che batteva a mille, correvo per tutta la casa, che improvvisamente era diventata enorme, infinita.. ero impaurita, tremante, con gli occhi sgranati, tentavo di nascondermi, cercavo un nascondiglio difficile, in cui non avrebbe potuto trovarmi. Ma la figura continuava ad inseguirmi, a corrermi dietro senza alcun segno di fatica, e ad urlare:" Fermati! Fermati! Non puoi!" . Ma io ignoravo le sue parole, avevo paura, ero stanchissima, stremata, ansimavo, la milza mi faceva male, sentivo il cuore scoppiarmi, non mi sentivo più le gambe, ma non avevo alcuna intenzione di fermarmi e di mollare. Correvo ancora, più veloce che potevo, piangendo e urlando a squarciagola: " Aiutoo! Aiutoo! Aiutatemi!" Ho provato anche ad uscire disperatamente dalla porta e dalle finestre, ma niente, tentativo inutile, erano chiuse, bloccate, impossibili da aprire! Fuori vedevo i miei parenti, i miei zii, che dalle vetrate mi guardavano impassibili mentre gridavo, mentre li imploravo, ma nessuno osava avvicinarsi, nessuno osava entrare ad aiutarmi.. La figura misteriosa non mi dava un attimo di respiro, mi inseguiva insistentemente, con la falce all'insù, pronta ad uccidermi.. Così tutto d'un tratto ho sentito un'energia attraversarmi, una forza interiore strabiliante, un coraggio che non mi apparteneva, ho fatto un bel respiro e senza pensare a niente sono andata verso quell'essere che tanto mi terrorizzava.. mi sono avvicinata con grinta, lasciando stupita anche me stessa, e con coraggio ho infilato le mie dita in quella maschera e l'ho levata, si! Ho tirato forte e l'ho tolta! E con mio enorme stupore, dietro quella maschera spaventosa, non c'era nessun assassino... C'ero IO! C'era il mio volto!! Si, ero io, proprio io, SOFIA! Non potevo crederci!! NOOOOO! CAZZOOO!! Dopo tutta quella fatica immensa, quel tremore, quella paura così grande, tutti i vani tentativi di scappare, di nascondermi, di urlare, di chiedere aiuto!!! Era impossibile! Sono rimasta esterrefatta, a bocca aperta, ancora non realizzavo, ero immobile come una statua, bloccata dallo stupore.. Ecco perchè la "figura misteriosa" mi diceva:" Non puoi!", non posso nascondermi da me stessa! Ecco perchè nessuno mi aiutava! Non potevano salvarmi da me! Non potevano fare niente! Non potevo scappare da me stessa, non potevo fuggire o rifuggiarmi da nessuna parte, perchè la mia prigione più grande era dentro di me! Ero IO! Dovevo soltanto avere il coraggio di guardarmi negli occhi davvero, di affrontarmi, di smetterla di nascondermi e di correre via, di spogliarmi da tutto, di guardarmi dentro e accettarmi!! La responsabile di tutto ero io! Ero io l'artefice di tutto, l'assassina di me stessa, la causa e l'effetto di tutto ero IO! Ero io la causa della gioia, della felicità, del dolore, della tristezza, della sofferenza, della paura, della malinconia, dei pianti, delle risa! Si ero io, soltanto io! NOOOO! Incredibile! Tutto quello che dovevo fare in quel momento era proprio fermarmi, era soltanto mollare, era così semplice! Ma allora tutto quanto non è mai esistito! Tutto questo era solo un'illusione, una proiezione, una finta!! Non era reale! Non è mai stato reale! Era tutto una grande, grandissima inculata! Era sempre stato così!
Alla fine del sogno siete apparsi voi due, Iole e Luca, che con due sorrisi sfavillanti, mi avete guardato.. e io meravigliata vi ho chiesto: " E voi lo sapevate?" Tu Iole mi hai detto: " Sofia! Sofia" E commuovendoti, sei sparita! Io sono corsa a cercarti, ma Luca mi ha preso, mi ha portato vicino all'altra me e mi ha detto: " Entra!". Immediatamente sono entrata, poi uscita, poi di nuovo entrata, capendo così che ero io! Non era un estraneo, tantomeno un assassino, non poteva farmi male, potevo essere, entrare, uscire, quando volevo!! Senza paura, senza rancore, senza risentimento ne vergogna di me! Mi stavo rincorrendo! Ora mi sono ritrovata, mi sono ricongiunta con l'altra parte di me, togliendomi quella maschera che tanto mi spaventava! Quando mi sono svegliata ero stupita, meravigliata, rintronata e felice!!!! GRAZIEEEE!!!! Sofia!


Riflessioni

Ho provato, ho vissuto sulla mia pelle questo straordinario cambiamento.. Il non esserci, l'essere scollegata, staccata da me, il non sapere di esserci, di esistere, di essere su questa terra ogni giorno.. L'essere sempre incazzata col mondo intero, l'essere sempre triste, depressa e pessimista.. L'essere sempre chiusa, rigida, il non parlare con nessuno, l'avere paura di tutto e tutti, il camminare come un soldatino, senza sapere di camminare, di respirare, di vivere.. Il farsi male volontariamente per attirare l'attenzione su di se, il sentirsi un peso, una cosa in più, una cosa inutile.. l'osservare le cose da fuori e il dire e il pensare ogni minuto: " che schifo di mondo!" o "che vita di merda!".. Il volere e il dovere essere sempre puntuale, a tutti i costi, sempre la prima in ogni situazione, e scoppiare a piangere e sentirsi male, se si arrivava con uno o due minuti di ritardo.. La vergogna, la timidezza che impediva qualsiasi cosa...Il tenere e mandare giù tutto, senza esprimersi, senza conoscersi, senza volersi bene.. Ed ora sono qui che scrivo tutto questo, non ci posso credere, io, SOFIA, così, completamente trasformata.. E bastava fermarsi solo un minuto a respirare, entrare dentro di se, guardare fuori e vedere che spettacolo! Che gli esseri umani, ogni essere umano, ogni cosa in se per se è una meraviglia.. Camminare, accorgersi, rendersi conto di poter camminare su questa meravigliosa terra, sentirla e sentire che tutto quello che provavi, tutto quello che pensavi, era tuo, era sempre stato tuo, non era al di fuori di te, non veniva da fuori, ma eri tu, si proprio tu, che dovevi guardare la vita e il mondo con occhi diversi.. E quando l'ho scoperto e compreso, ho provato commozione di me, compassione, un'immensa compassione per me che provo tutt'ora.. Ed ora mentre sto scrivendo piango e penso a tutti coloro che mi sono stati vicino in questo cammino, che mi hanno aiutato, accolto e ascoltato, e a tutti coloro che lo faranno ancora.. E spero che questo mio pensiero così forte gli arrivi, questa mia immensa gratitudine arrivi a tutti.. Ora che ho scoperto quest'altra me mi sembra impossibile, ora che lo so, ora che ci sto è strepitoso, ora che posso vedere la differenza, (e che differenza!) è qualcosa di magico e incredibile, l'IO, il proprio IO.. Sono felice, anche nel male, sono consapevole e felice, ma soprattutto consapevole!! E pensare che era così semplice, e pensare che in realtà tutto ciò non è mai esistito...! GRAZIEEEE!!!! Sofia


Iole e Luca! Vi scrivo la mia seduta di oggi..

Ho iniziato a respirare e subito ho sentito un grande dolore dentro di me, un dolore immenso in tutto il corpo, mischiato con rabbia, tanta rabbia.. E respiravo, respiravo, respiravo, sentendo in me quel dolore insopportabile.. Poi una mano, la mano di Iole che mi toccava le spalle e la sua voce che mi diceva di non cercare niente, ma semplicemente di respirare.. E immediatamente sono scoppiata a piangere, mi sono sentita capita, compresa, non mi sentivo più "the invisible woman" , ho sentito che non dovevo cercare niente infatti, che non dovevo aspettarmi niente, che non dovevo arrivare da nessuna parte, ma che ero li per fare la cosa più normale del mondo: respirare! E piangevo, piangevo, gridando di rabbia e dolore: "Papà papà papà!".. Non mi sentivo più la Sofia attuale, di 16 anni, ma sentivo, pensavo, ero sicura di essere una bambina di tre-quattro anni, che in una fredda sera d'inverno, era sul ciglio della strada che piangeva e urlava disperatamente perchè voleva il suo papà.. E la mamma vicino a lei che la consolava e gli diceva di non piangere, che presto sarebbe arrivato.. Ma la piccola piangeva ancora, aveva bisogno del papà, lo voleva, voleva le sue coccole, la sua attenzione, la sua sicurezza, la sua protezione, il suo amore.. Ma quel papà non arrivava, quell'uomo tanto atteso non arrivava, non sarebbe mai arrivato.. E la delusione immensa di quella bambina, un'altra promessa non mantenuta dal suo papà, mentre veniva portata in casa a forza dalla mamma, mi rimbombava dentro, sentivo un dolore grandissimo, il dolore dell'abbandono era lacerante, mi sentivo squarciata dentro.. Era come se in quel momento non esistevo, mi sentivo come se non c'ero, come se non ero presente, che quella che sentiva non ero io, ma qualcos'altro, qualcun'altro.. E mi sono ritrovata in piedi a piangere e singhiozzare: " Papààà! Papàààà!" Solo in quell'istante sentivo di nuovo il contatto dei piedi con la terra, ho alzato la bandana per vedere dove mi trovavo e mi ero accorta di essermi completamente dimenticata di trovarmi li, in quel centro, insieme ad altre persone.. Ero ritornata dentro di me.. Ero tornata la Sofia di 16 anni.. Era incredibile.. Era una cosa inspiegabile, impossibile da descrivere a parole, ma grandiosa allo stesso tempo.. E piangevo ancora, chiamavo ancora papà, ma questa volta non avevo ne visualizzato, ne pensato, ne sentito un papà, tantomeno il mio di papà.. Quell'urlo era rivolto a tutti gli uomini presenti li.. Avevo bisogno di sentire anche solo il respiro di un uomo e quando l'ho sentito mi sono rassicurata.. Ma poi la bandana si è alzata poco poco, e ho visto e capito che quel respiro era di una donna, era di Alessandra! Nooo! Che robaaa! all'improvviso mi sentivo un tutt'uno con loro, ero un tutt'uno con quegli uomini, era meraviglioso, mi sentivo parte di loro, mi sentivo loro.. Io ero loro, io ero il mio papà.. Quando ho aperto gli occhi mi sentivo pesante, sentivo una pesantezza infinita in me, ero stanca, scombussolata, ma con un senso di euforia e tristezza dentro.. Un'esperienza a dir poco stratosferica.. Grazie Iole e Luca, grazie infinitamente.. Grazie perché con un solo gesto, una sola parola, un solo sguardo, mi fate commuovere e capire un mondo di cose! Grazie ale, che anche se a distanza mi hai lasciato dentro qualcosa di speciale, anche se non ci siamo accarezzate, abbracciate e parlate, durante la seduta, ti sentivo, sentivo che c'eri, ti sentivo dentro di me.. Grazie a tutti di questo meraviglioso seminario che ho vissuto oggi!!! Sento e provo un amore grandissimo per voi!! Vi mando, come dice Jovanotti, TUTTO L'AMORE CHE HO!! VI ABBRACCIO COL CUORE.... Sofia


Riflessioni in libertà.

Ciao Iole e Luca! Vi mando delle riflessioni e osservazioni che ho fatto in questi giorni.. perchè da voi è iniziato tutto, è con voi che ho iniziato la mia rinascita! Vi voglio bene!
In questi giorni ho una rabbia grandissima, sento una rabbia enorme dentro, mi verrebbe di urlare, di gridare forte, di spaccare tutto... ora però la posso, la so osservare ed è fantastico.. ora che la comprendo, che la accetto, che comprendo che fa parte di me, è incredibile.. ora che posso osservarmi, semplicemente osservarmi, senza dover dire e pensare a niente, è grandioso.. Mentre prima l'avrei senz'altro giudicata, odiata, non accettata, mi sarei incazzata ancora di più con tutto e tutti, ma soprattutto con me.. odiandomi, non volendomi, non accettandomi, avrei pensato a 1 miliardo di cose, sentendomi stupida, credendo di essere matta e reprimendo quella rabbia che invece sarebbe dovuta uscire. Ora non mi preoccupo, la lascio fare, la lascio stare, la lascio andare, senza indugi, perchè comprendo con mia grande sorpresa che è un'emozione, una mia emozione! sono io! e non dovevo reprimere o giudicare assolutamente niente! Impossibile, ancora stento a crederci che ora riesco a guardarmi, posso osservarmi con coraggio.. in un altro modo, con altri occhi.. semplicemente restandoci dentro, senza staccarmi da me per non sentire, senza pensare di essere un'altra persona e non aver niente a che fare con le mie emozioni! Resto soltanto a guardare, con serenità, una serenità che fino a poco tempo fa non conoscevo, non sapevo cos'era.. ed ora in questa rabbia ci sto, la riconosco, sono tranquilla e la osservo.. Io la rispetto e gli sorrido, la accolgo e la prendo per mano come un'amica.. e sono felice, felice oltre tutto, oltre i miei pensieri, oltre i pensieri e i giudizi degli altri, oltre i condizionamenti.. e provo compassione, un'immensa compassione per me e per tutte le persone intorno a me.. e piango, piango, piango.. ora ci sto, sono consapevole e mi sento! G R A Z I E!!!Sofia!


Ciao Iole e luca! Scrivo la mia seduta di oggi! 7 maggio 2011

Ho iniziato a respirare e subito un forte dolore alla spalla destra.. E respiravo, respiravo, respiravo.. Forse per la prima volta, respiravo senza cercare niente, senza pensare a niente, senza dover necessariamente raggiungere "qualcosa".. senza bisogno di dirmi: " Oddio, mò chissà che succede!!!" o " Oddio ma che devo fare?" .. Ero libera, la mia mente era libera e incondizionata.. Poi delle mani che mi toccavano la schiena, le mani di Iole.. E sono scoppiata a piangere, era proprio quello di cui avevo bisogno.. Un tocco, una spinta, un pò più in la.. Una spinta oltre.. Non ci potevo credere.. proprio nel momento in cui quella spinta era quasi necessaria, magicamente è arrivata, e mi ha fatto sentire che non sono sola.. Che anch'io posso aver bisogno d'aiuto... E respiravo, respiravo, andando, spingendomi oltre.. e in mente le parole di zia Valentina e di Iole: " Vai, prova ad andare oltre".. Senza fermarmi sempre e soltanto al pianto, senza fermarmi sempre ad osservare o ad aspettare.. E respiravo ancora, ma il mio respiro in quel momento andava da solo.. Era come se io non stessi facendo niente.. E mi sentivo affaticata, ma mi sentivo centrata, non so come dire.. Era come se per la prima volta ero centrata pienamente su di me.. Respiravo per me, ed era meraviglioso.. Mentre in tutti gli altri seminari, l'attenzione era focalizzata per metà fuori di me, all'esterno e l'altra metà all'interno, stavolta invece tutta la mia attenzione era dentro di me, i miei occhi guardavano dentro.. Stavolta respiravo per respirare.. All'improvviso, un formicolio che conoscevo bene mi ha invaso mani e piedi.. Sentivo le mani muoversi da sole.. Era tanto tempo che non mi capitava più.. Questa sensazione l'avevo provata nelle prime sedute con Luca.. E subito una sua immagine dentro di me, che mi sorrideva.. Lo sentivo li con me.. Poi mi sono alzata in piedi e ho fatto qualche passo in avanti.. E sentivo il pavimento coi piedi, sentivo la terra.. Era bellissimo.. Ho sentito improvvisamente un'energia salire e subito non mi sentivo più la gamba destra.. Inizialmente formicolava, poi non la sentivo più.. Era stranissimo.. Ad un certo punto, un respiro vicino al mio e due mani che mi sorreggevano.. Si, era proprio ciò di cui avevo bisogno, un sostegno.. Ero una bambina che iniziava a fare i suoi primi passi.. Poi mi tenevo a questa persona e non appena l'ho toccata ho sentito che era Maurizio.. E siamo rimasti un pò così.. A respirare insieme.. E spontaneamente ci siamo abbracciati.. In quell'istante non mi sentivo più, non sentivo più il mio respiro, non lo riconoscevo.. Un'emozione indescrivibile.. Un mix di emozioni.. Lo sentivo un papà, mi rassicurava essere tra le sue braccia.. Ma subito dopo ero io che gli davo sicurezza e protezione.. Ero io il suo papà.. E così piangevo, piangevo, mi sentivo accolta, amata, ma allo stesso tempo davo anch'io amore e accoglienza.. Era indescrivibile.. Infine ci siamo presi per mano.. Mi sentivo come se stavamo facendo una strada insieme, un cammino insieme, nessuno accompagnava nessuno.. Eravamo insieme.. Alla fine mi sono sdraiata e respirando mi sono rilassata e addormentata.. Quando mi sono svegliata sentivo il corpo e la mente svuotati, liberi e totalmente rilassati.. Bellissima seduta.. E seminario strepitoso.. Magico! Grazie a tutti! Grazie Iole! Grazie Luca! Che anche se non eri presente fisicamente.. C'eri o almeno eri dentro di me.. Grazie Maurizio per la fantastica condivisione.. CHE BELLO AVERE CORAGGIO!!! VI VOGLIO BENE!!! Sofia


Capranica, domenica 1° aprile 2012

Stamattina racconto a Jole le vicissitudini che ho passato in settimana: le riflessioni sulla mia fragilità; le emozioni vissute a pranzo da solo con i miei( come ai vecchi tempi); la giornata nera di venerdì quando sono crollato di fronte a tanta sofferenza, ansia e paura; il sabato quando invece ho recuperato serenità ed equilibrio dopo una visita col professore che mi stà seguendo, il quale è convinto di risolvere ogni mio problema (ed ha già iniziato a farlo). Anche Jole mi racconta di sé, dell’incontro con una persona interessante e non solo attraverso le sue parole mi si schiariscono le idee e riesco così a cogliere l’importanza di molti concetti e consigli che elaboriamo ogni volta.
Ed ora forza, si respira!
Oggi ne ho voglia, infatti mi sdraio a terra supino e sento una certa libertà nell’espandere il corpo ad ogni inspirazione e rilassarlo ad ogni espirazione, e accompagno tale attività con il movimento delle mani su e giù lungo il tronco. Ben presto l’energia scorre nelle gambe, nelle mani fino alla testa e per far si che venga distribuita ovunque sento il bisogno dapprima di rigirarmi a pancia in sotto, rimanendo così a lungo con le braccia aperte continuando ad attingere da terra, poi di mettermi a quattro gambe in modo da poter sollevare la schiena verso l’alto quando immetto aria e riabbassarla avvicinando il ventre a terra quando la emetto. Però sento che a livello del bacino c’è come una sorta di ostacolo allora distendo le gambe indietro e poggiando i palmi delle mani a terra tengo le braccia tese e respiro intensamente, man mano la parte lombare si sgranchisce e addirittura provo un pochino di male in quel punto, tanta era la tensione.
In seguito arriva il bisogno di rilassarmi quindi mi sdraio nuovamente supino e a poco a poco i miei pensieri si “espandono” verso l’infinito ma, ad un certo punto, mentre rifletto su come sistemare il terreno con relativo casaletto acquistato qualche tempo fa mi appare un torchio. Successivamente durante il feedback dico a Jole di aver scoperto il mio spirito guida, che non è un’aquila come credevo ma un torchio!!!Ma perché un torchio?
Per molti anni ho aiutato mio padre a produrre il vino per casa (bevanda che amo molto), era un’attività piacevole che sentivo legata ai luoghi e alle persone che amavo di più e sistemare il torchio che usavamo all’interno del nuovo casaletto è un modo per ricordare la gioia di quel periodo della mia vita. Ma non solo, c’è qualcosa di più! Sulla parete dietro il torchio vedo un disegno, un murales che racconta come dall’uva si passa al vino e intuisco che questo percorso posso associarlo a quello che io stò seguendo attraverso il Reb. Il mio legame con le piante e con la terra, con quei riti tribali che da essa traggono l’energia primordiale rappresenta il legame che ha la vite con essa, fonte del suo sostentamento con l’ausilio del sole e della pioggia. Il frutto della vite è l’uva, così dolce e così delicata e fragile……… fragilità che ho provato nella precedente seduta di Reb. (Si, mi sono permesso di toccare la mia estrema fragilità, ma stamane appena sveglio, riflettevo su questa condizione attuale di sofferenza e sentivo che insieme c’era anche della gioia. Ed ho toccato anch’essa e mi sono accorto che nessuno me la stava regalando perché era proprio la mia gioia, ero io la gioia!!!) Ed in questa seduta provo la dolcezza della gioia, ma per far si che quest’uva si trasformi in un nettare và pigiata. E qui mi trovo in difficoltà: ci vuole una sana forza per spremerne il succo, simile a quella sana assertività che nella vita ci fa essere noi stessi sempre e comunque e che da qualche tempo cerco di riscoprire, ma Jole mi fa notare che il grande problema fondamentale è soltanto quello che l’uva deve morire per poter diventare “altro” ed io ancora non accetto questo. La fase successiva è la spremitura dei residui della trasformazione del mosto ovvero la feccia, ancora ricca del dolce succo. Quest’ultima sembra lo scarto, qualcosa che non ci appartiene, che viene da chissaddove ed invece è sempre la stessa uva di prima e mi balena in mente Enrico quando afferma “ è robba mia!” E’ in questo momento che durante il feedback dico a Jole “ tu sei il mio torchio”, perché lo so che la “robba mia” nel bene e nel male va spremuta ancora se desidero il vino: ed io lo desidero!!! Anzi, ora che ci penso, avrei dovuto dirle “tu sei quella che mi stà fornendo il mio torchio”. A questo punto sembra che non rimanga altro da fare che riempire le botti con questo vino e aspettare che il tempo faccia il resto! Poi una nuova intuizione prende corpo, la fase successiva del processo dopo l’uva, dopo il mosto, dopo il vino. manca solo il prodotto d’eccellenza: la grappa! Da tanta abbondanza di uva si giunge a poca grappa che ne rappresenta tutte le potenzialità innate. Trascendere se stessi ci porta ad essere “altro”, il Pietro delle origini già completo di tutto ciò che è diventa il Pietro nuovo. Jole dice che mi trovo nella cosiddetta terra di mezzo ma a fine seduta afferma con il suo solito sorriso, capace di rasserenare il cuore di un demone, ”tu sei già grappa, così come il grappolo d’uva e già grappa sin dall’inizio”!
Comprendo… e non ho parole per esprimerti la mia gratitudine, giuro!


21 Febbraio 2012 - Ciao iole e luca! vi mando delle riflessioni che ci tenevo a condividere con voi..

Mi capita in questi giorni di guardarmi allo specchio, anzi non è che mi capita, quando ci passo davanti mi fermo, mi guardo e mi commuovo nell'osservarmi, nel guardarmi dritta negli occhi senza più paura di ciò che posso trovare. Si, ho imparato ad osservarmi e spesso mi sorrido. Piangendo davanti allo specchio mi sono chiesta se davvero questa vita mi piace, se davvero faccio quello che voglio fare o se sto vivendo in base agli altri e ai loro pensieri e giudizi. Continuo a piangere e sento che devo smetterla di vivere cosi, non si vive per accontentare gli altri, perchè solo e soltanto noi stessi sappiamo cosa vogliamo realmente, sentiamo se una cosa ci va bene oppure no. Possiamo far finta che vada tutto bene e appiccicarci un sorriso falso sulla faccia, ma è straordinario provare a toglierci quella maschera indossata ogni giorno per troppi anni.. spogliarsi di tutto e mettersi a nudo davanti a se, senza scappare e nascondersi. Ecco e prima non davo ascolto a quella vocina interiore che mi diceva: " ma che stai facendo? questo non è quello che vuoi e lo sai." Si, era proprio cosi, lo sapevo perfettamente, ma facevo finta di niente, fingevo anche con me stessa, lo nascondevo dicendomi che andava tutto bene e che ero cattiva e stupida se dicevo di no alle persone, e facevo sempre quello che mi andava di fare. Ma ora so che non è cosi. Ora ho deciso di ascoltarmi un pò più in fondo. Ho deciso di ascoltare il mio sentire e di essere vera. Vera nelle scelte, vera con gli altri, con me stessa e con la vita. Avevo paura di abbandonarmi a ciò che sentivo, perchè poi le persone potevano rimanerci male e offendersi. Ma questo non mi riguarda più. Nel mio infinito silenzio ho tirato fuori un coraggio che non immaginavo lontanamente di possedere. L'ho fatto uscire e sono felice. Ed ora sento che mi accompagna tutti i giorni. E la parola "no" è rientrata nel mio vocabolario. E' meraviglioso essere coraggiosi e veri, anche se è faticoso. E questa paura di offendere gli altri è finita. Ed è bello, anzi stupendo. E più mi guardo, più mi osservo, più osservo la vita che vive, più sento e comprendo che tutto ciò è una grande illusione. E' tutto un enorme gioco in cui noi siamo i giocatori che hanno il compito di dimenticarsi di stare solo giocando. Ci arrabbiamo, sbraitiamo, urliamo, piangiamo, ridiamo, gioiamo, viviamo in questa illusione ottica, che in realtà non esiste. Siamo uno spettacolo e non lo sappiamo, non ce ne rendiamo conto, o lo facciamo quando è troppo tardi. Ci addanniamo tanto ogni giorno, per cercare qualcosa che è già dentro di noi ed è praticamente inutile cercarla fuori. Perchè in fondo non c'è assolutamente  niente da cercare, e scoprirlo è meraviglioso. Siamo continuamente incazzati col mondo intero, senza renderci conto che questo mondo è una meraviglia e noi ne facciamo parte. Facciamo parte di questo spettacolo straordinario che è la vita. Ma non riusciamo a vederlo perchè siamo sempre troppo presi dall'esterno, diamo molta più importanza al fuori, all'apparire, piuttosto che al dentro, al nostro interno. Ed è proprio li che si trova la vera magia. La magia di vivere, anche sapendo che è tutta una fregatura. Se solo ci fermassimo un secondo e riuscissimo ad accorgerci di noi, della nostra coscienza, a capire che tutto ciò che cerchiamo è già in noi, se prendessimo coscienza di noi stessi, allora sarebbe magnifico e ci accorgeremo di quanto straordinari siamo nel nostro semplice essere. Che siamo cosi complicati ma cosi semplici allo stesso tempo, che è illuminante essere consapevoli di far parte di questo gioco immenso.
Mi rendo conto che se non voglio una cosa, se qualcosa nella mia vita non mi sta bene, non devo farla forzatamente, non devo e non voglio più forzarmi solo perchè poi chissà la gente cosa pensa. perchè mi sentirei dire: " Ma come Sofia, cosi buona e brava,  proprio lei, non me l'aspettavo!" Ebbene la Sofia che conoscevate o pensavate di conoscere è cambiata. Non è più la Sofia vittima, sottomessa, che diceva sempre di si e tutti le volevano bene. Sofia ora è più libera, Sofia ha imparato a scegliere e dire di no. Ha imparato a non dipendere da nessuno. Sofia ora è coraggiosa. Non è più la Sofia che annuiva a tutto e si faceva andar bene qualsiasi cosa. Sofia non vuole passare la vita a rimpiangere, dicendosi: " Se avessi avuto più coraggio.. o: " se avessi fatto quello che avrei voluto fare.." Sofia ha imparato che non ci si può far amare da tutti. Sofia non fa più contenta la gente per sentirsi dire che è buona e brava. Sofia ha capito che la gente non deve volerle bene perchè lei obbedisce a tutto, ma per come è. Sofia ha capito che chi non la accetta per quello che è, ma vuole cambiarla e la vuole perfetta, non avrà niente a che fare con lei e la sua vita. Sofia non  si fa trattare male dagli altri ora. Non è più il tappetino di nessuno. Sofia ha capito che se c'era una causa di tutto questo malessere, era proprio Sofia. E ha deciso di cambiare. Sofia ha deciso di iniziare a vivere. E a Sofia non interessano i pensieri, i giudizi degli altri. A Sofia possono dire che è matta, che è una stronza, possono darle tutti contro. Ma Sofia ha imparato da una persona che proprio quando tutti ti dicono che non vai bene, ti attaccano e ti vorrebbero come loro, allora significa che stai andando bene, che quella è la  strada giusta. Sofia ora sta piangendo perchè è bellissimo ciò che ha scoperto e che sente dentro. Perchè questa è la sua vita e solo lei ha in mano le redini e può decidere cosa farne. Come dice Tiziano Terzani: " Finirai per trovarla la via, se prima hai il coraggio di perderti." Vi abbraccio e vi voglio bene. con amore. Sofia


Rebirthing oggi  Oriolo, 04/03/2013

Ho sempre pensato di aver bisogno di un metodo che mi permettesse di ottenere un risultato a cui aspiravo molto: fare il musicista.
Oltre alla tecnica strumentale ben presto ho avvertito il bisogno di curare di più l’aspetto psicologico, soprattutto quando ho iniziato ad esibirmi in pubblico dato che l’emozione di tale evento mi sembrava addirittura invalidante ai fini del mio “successo” ovvero non riuscivo a suonare ciò che avevo in testa anzi, la musica non fluiva da me verso chi ascoltava perché ero perennemente occupato a non sbagliare! La preoccupazione di non riuscire ad eseguire la musica perché la mente doveva controllare l’emozione che lasciava il mio corpo vulnerabile all’errore era troppo intensa, quindi vivere male la musica non permetteva ne a me ne al pubblico di divertirsi. Che trip!!!

Durante i miei studi musicali, nel 2007 ho frequentato un corso di psicofisiologia dell’esecuzione musicale e per la prima volta ho sentito parlare del Rebirthing in quanto questo corso, coniugando diverse discipline (yoga, rebirthing, bioenergetica, ecc.) con l’aspetto artistico mirava a rendere noi strumentisti più consapevoli delle nostre capacità. Forte di tale esperienza decisi poi di approfondire il discorso del Rebirthing dato che la respirazione era per me fondamentale come per ogni altro musicista a fiato.
Nell’ottobre 2011, dopo qualche ricerca sul web sono approdato a casa di Jole e finalmente ho iniziato il mio percorso e con questa disciplina è stato amore a prima vista.
Le prime sedute che ho fatto sono state molto dure fisicamente e l’aspetto “onirico” non mancava mai di colpirmi per la sua intensità, ma allo stesso tempo c’era qualcosa che non percepivo chiaramente: come poteva aiutarmi il reb a colmare le mie lacune musicali? Trovato il metodo pensavo di “crescere” musicalmente ma ciò non succedeva. Durante i miei concerti continuavo a essere totalmente preso da “altro” e non dalla musica. Per settimane ci siamo visti con Jole, mi sono buttato a capofitto in questo spazio e ho notato man mano che le sensazioni “forti” lasciavano sempre più spazio ad un qualcosa di etereo, un qualcosa di indefinibile che però mi attraeva, una sorta di sensazione che ci fosse un livello profondo da scoprire e vivere che mi apparteneva e credevo fosse proficuo venirne a capo per cogliere appieno il mio obiettivo: suonare alla grande!
E invece non se ne faceva niente!
In realtà notai che nella vita di tutti i giorni mi ritrovavo spesso a rimuginare nei pensieri, nel frattempo leggevo dei libri relativi alla consapevolezza del sé, quindi percepivo che sotto sotto qualcosa di nuovo si muoveva ma non ero convinto di essere sulla buona strada o comunque di percorrere la strada giusta e ne parlai a Jole che candidamente mi disse di lasciar emergere il nuovo Pietro ed io sono andato avanti affidandomi al respiro e senza tralasciare la musica ho cominciato a prendere visione che c’era comunque molto “altro”…..

Da circa 6 anni ho un problema all’udito: ipoacusia e acufene. Ho imparato a conviverci e tutto sommato non mi ha mai limitato in nessuna attività ma a febbraio dello scorso anno ho accusato un peggioramento repentino dopo una colossale crisi di vertigini. Senza scendere nei particolari ho dovuto e voluto fare una scelta, per cui…….addio musica!
Chiaramente con l’udito compromesso risulta piuttosto difficoltoso percorrere serenamente la propria carriera musicale a meno che non venga utilizzato un apparato acustico adeguato.
Ed ecco che dopo i primi momenti di immenso sconforto ho cominciato a dare un nuovo valore alle cose ed alle persone che avevo intorno.
In principio la cosa sconvolgente è stata la consapevolezza di dover convivere con un fischio nell’orecchio di una intensità improponibile: non dormivo, non leggevo, non mi concentravo in nessuna attività nemmeno la più banale. La prima settimana di convivenza con questo problema è stata distruttiva, ho pensato anche di non poter vivere a lungo se le condizioni fossero rimaste tali!!! Intanto presi un appuntamento con uno specialista che dopo la visita mi rassicurò sulla possibilità di risolvere ma disse che ci sarebbe voluto molto tempo, comunque già dalla sera stessa mi sentii sollevato (in quella settimana non ho dormito più di un’oretta per notte, ero finito) e non appena iniziai con i farmaci anche fisicamente sentivo di riprendere forza e spirito. Ho continuato ad andare dal medico a scadenza ed ogni volta lui proponeva aggiustamenti alla profilassi in funzione dei miglioramenti ma la cosa era molto lenta ed oltretutto, di lì ad un mese, tornai ad avere delle vertigini non molto forti che però inibivano la possibilità di fare qualunque cosa: improvvisamente perdi completamente l’equilibrio e non puoi stare nemmeno in piedi figuriamoci fare qualsiasi altra attività! Nel periodo più “caldo” le vertigini si presentavano anche tre o quattro giorni a settimana sia di giorno che di notte. Tornato di nuovo dal professore e ridefinito l’iter farmaceutico nei mesi seguenti ho risolto anche questo problema.

Tornando all’inizio di questa storia nel frattempo, non andando al lavoro per ovvi motivi, mi sono ritrovato a girare in casa come un cane bastonato e l’unica distrazione che avevo era la tv, tra l’altro nemmeno tanto piacevole visto che l’udito nell’orecchio sinistro era sceso moltissimo e stentavo a percepire l’audio chiaramente. Ma già il mese successivo, sentendomi meglio ho ricominciato ad uscire e facevo lunghe passeggiate, come non succedeva da anni ormai e incontravo puntualmente amici e conoscenti che altrimenti avrei visto pochissimo e la cosa mi faceva piacere. In poche parole ho ricominciato a vivere il paese come succedeva da ragazzo: in giro a piedi! Passeggiare al sole all’aperto, scambiare due chiacchiere, notare le persone e le cose di una volta mi ha dato da pensare, ho potuto riflettere sul valore di tutto questo, su quanto mi fossi perso in questi ultimi anni per guadagnare qualcosa altrove e mi chiedevo se ne fosse valsa la pena. Difficile rispondere dato che la vita cambia in base alle scelte fatte che si suppone sia per il meglio e infatti non rinnego nulla del mio passato ma riprendere il filo dalle belle cose di una volta è stato salutare e allora perché mollare in blocco il vecchio se ci sono delle cose buone? Infatti oggi porto con me quelle cose pur vivendo nel qui e ora (quasi sempre) e sicuramente mi sento più sereno: è come essersi riappropriati di qualcosa di importante. Anche con Rosanna le cose sono cambiate, il tempo quotidiano che le dedicavo era in funzione del mio impegno con la musica (molto intenso) invece ora mi ritrovo a passare con lei delle ore piacevoli in pieno pomeriggio e posso accompagnarla a fare la spesa piuttosto che dal medico o a fare una passeggiata o semplicemente bighelloniamo insieme, piccole cose vissute intensamente come vedere un bel film la sera o uscire il fine settimana, tutto ciò è una benedizione. Umanamente poi la sua presenza è stata fondamentale anzi decisiva! Non mi ero accorto all’inizio di tutto di vivere una mezza vita dato che il divano era il mio dio e la televisione la mia droga per evadere la realtà di un male talmente incontenibile da non rendermi conto di quanto fosse logorante. Mi ero attaccato a questa malattia e ogni giorno mi spegnevo sempre di più, la paura di non farcela era dissimulata da una falsa tranquillità vissuta tra le mura domestiche in compagnia dei miei pensieri anch’essi tendenti all’auto inganno, ero convinto che reagire in questo modo era la cosa migliore da fare e non avevo mai preso seriamente in considerazione la possibilità di vivere in “altra” maniera questo spiacevole evento. Poi finalmente, o purtroppo (visto quanto ero caduto in basso), l’ennesimo pomeriggio che Rosanna torna a casa e mi trova sul divano scambiamo due parole e lei scoppia in lacrime, un pianto disperato, piange per me! Mi rendo conto all’istante quanto dolore c’è in quelle lacrime e sento esplodermi il cuore per la consapevolezza di essere io la causa di tanto dolore: da quel momento sono rinato!
Oggi va meglio ma a volte ho delle ricadute, tipiche di questa malattia, che riportano in vita i vecchi fantasmi ma la forza di Rosanna e del gesto di quel giorno sono sempre lì a sostenermi. Certo è che durante questo anno di malattia ho rivalutato soprattutto me stesso e di conseguenza anche gli altri e tutte le cose che erano state messe da parte e nonostante la delusione per aver mollato la mia attività musicale da professionista mi sono accorto che c’è ancora molto di cui godere dentro questo “involucro”. In questo il Reb è stato sicuramente provvidenziale e spesso mi chiedo addirittura se abbia partecipato e in che misura a scatenare tutto questo trambusto, forse a livello subcosciente percepivo sin dall’inizio che la musica non era il mio campo d’azione e respirando ciò è venuto a galla in tutta la sua evidenza, chissà…..

Da quando pratico il Rebirthing mi sono chiesto spesso come definirlo e anche alcune persone che frequento me lo hanno chiesto, ma sinceramente all’inizio tendevo a ripetere la solita storia della disciplina non disciplina, dell’attività non attività, della metodica non metodica ecc. Poi ho iniziato a capirne le potenzialità e il fatto del raffinare l’intuito ma senza prenderne coscienza appieno…fino ad oggi. Stamane infatti mentre tornavo in treno dal lavoro ho avuto qualche intuizione interessante a tal proposito. Penso che il rebirthing è come andare a pesca, buttare l’amo in acqua e attendere per prendere qualcosa di grosso. Ad un certo punto vedi che qualcosa ha abboccato ed inizi a tirare la lenza ma dall’altra parte senti una grande resistenza, allora pensi - questo si che è grosso – e continui a tirare finché non ti accorgi che qualcuno cerca di trascinarti via. Ti giri e noti che hai un amo aggrappato ai pantaloni: hai pescato te stesso!
I buoni propositi, i progetti, la forza e la fatica che riponi nel voler prendere il pesce più grosso che ci sia non servono a nulla anzi, rischi di lasciarti sfuggire la preda più ovvia. Nella mia esperienza pratica pensavo che il Reb potesse aiutarmi ad avere un maggiore controllo di me stesso, avevo bisogno di un metodo che mi permettesse di essere efficiente nel momento in cui ne avessi avuto bisogno. Prima dell’inizio di un concerto l’emozione può giocare dei brutti scherzi compromettendo l’esecuzione dello stesso dunque credevo che col Reb sarei riuscito a dominare tale impulso. Tutto questo mi ha portato da Jole la quale, dopo aver ascoltato per la prima volta le mie ragioni, mi ha subito messo in guardia – se fai Reb le tue emozioni saranno ancora più “forti”; se sarai infelice proverai ancora più male se invece sarai felice proverai una gioia incontenibile, perché questo è uno strumento che serve semplicemente a raffinare il tuo intuito -. Dopo un anno e cinque mesi, oggi, mi sono accorto di quanto avesse ragione. L’ho vissuto sulla mia pelle e nonostante siano passati mesi dall’ultima volta che ho respirato noto ora con chiarezza quel che succede: è come quel famoso esperimento in cui, durante una partita di calcio, un uomo travestito da gorilla attraversa il campo da gioco da un lato all’altro. A fine partita il pubblico sottoposto al test afferma di non averlo visto!
Praticare il Reb non serve a concentrarsi di più su quello che avviene oltre la partita perché qualcuno ci ha riferito che se ci sforziamo a fare ciò vedremo “qualcosa” di straordinario. Più semplicemente respirare serve a risvegliare quei mezzi, che tra l’altro possediamo già, che verranno utilizzati al meglio durante la visione della partita in modo tale da avere una “diversa” percezione di quel che succede in campo.
Ho raffinato il mio intuito!
Pietro


Il  Rebirthing è come, non perché.

E’ il sentire allo stato puro, lasciarsi guidare dal respiro, farsi prendere dalle sue mani senza chiedersi nulla e iniziare un viaggio che non sappiamo dove ci porterà.
Ogni seduta è una tappa, ogni percorso è senza fine….
La coscienza è mentale, ma la consapevolezza è corporea.
Lavorando con il corpo pensavo di capirne il linguaggio, come si esprimesse, di conoscerlo almeno in parte. Ma non capivo che non facevo una cosa….niente!
Attraverso questo percorso mi sono reso conto che la cosa più difficile, che sto ancora imparando, è che il corpo non vuole essere intellettualizzato, ma semplicemente ascoltato e compreso. Come ognuno di noi.
Il respiro è il suo strumento.
Lasciarsi andare al respiro, non preoccuparsi delle sensazioni corporee, lasciar scorrere il flusso delle memorie…..E’ diventare flusso della e nella propria esperienza. E l’esperienza la vera evoluzione.
Ritengo che darsi un  traguardo rappresenti un limite, il flusso dura un’intera vita. La massima esperienza del flusso è semplicemente accettarlo per quello che è, senza giudizi, aspettative e alcuna forma di resistenza.
Il rebirthing è consapevolezza di chi e come siamo; accettarlo la nostra strada.
Sto ancora scoprendolo.
Grazie Iole

Biagio dicembre 2016