Ricerca (2010)

Oh Bhairav Nath (Shiva) Tu, rifugio di chi non ha amici,
Essere Supremo,
Che pervadi sia i mondi senzienti,
Che i non senzienti, pura Coscienza, Uno ed eterno, infinito...
Per la potenza della tua grazia
Oggi il mondo mi appare come la Tua Persona, o Mahesha,
E Tu come il mio Atman, e così sento quest'intera creazione come il mio stesso sé.
UPANISHAD

La Psicologia Transpersonale s'interessa in termini moderni e scientifici dello spirito, dell'anima e delle potenzialità latenti dell'uomo. Tali livelli e possibilità superiori della coscienza non possono essere escluse da una visione dell'uomo nella sua interezza e rappresentano la meta del suo sviluppo. Questi potenziali conducono alla saggezza e possono liberare l'uomo dalla sofferenza e dal conflitto. Benché oggi parlare di anima, spirito e di esperienze interiori di questo tipo possa essere per la gente comune un argomento inconsueto o astratto i saggi d'ogni tempo hanno indicato vie di realizzazione percorribili dall'uomo moderno con effetti certamente concreti sulla vita quotidiana. Solo negli ultimi decenni la psicologia occidentale si è aperta, dopo oltre un secolo di silenzio, al vasto orizzonte della trascendenza dell'io, e a metodi per lo sviluppo di qualità quali l'intuizione, la consapevolezza, la saggezza o la compassione, piuttosto che limitarsi a trattare delle patologie, spesso definite in rapporto alla devianza dal comportamento cosiddetto "normale". Certamente il Buddhismo, lo Yoga e le filosofie Orientali in genere, che dagli anni '70 si sono diffuse in Occidente, sono state determinanti per promuovere questi studi. La scienza in anni recenti ha riconosciuto l'efficacia trasformativa della meditazione e il valore psicologico e operativo della saggezza dei mistici, riscoprendo metodi che facilitano la consapevolezza dell'essenza interiore, lo Spirito, il Sé, la "Pura Consapevolezza", il testimone, il Divino nell'uomo. I rappresentanti di spicco di quest'area dello sviluppo interiore affrontano temi su cui è per tutti importante riflettere, se si vuol vivere in modo responsabile. La sofferenza dell'uomo dipende dal suo stato mentale confuso e offuscato e dal modo in cui si pone di fronte alla vita. Gli sforzi degli individui sono in genere diretti all'esterno, alla loro immagine, al successo materiale, al controllo delle situazioni. Molte energie sono spese per "cambiare" aspetti dell'io nel suo confronto con il mondo e si trascura di cercare di riconoscere che questo "io", sorgente di tanti problemi, è solo un aspetto superficiale del nostro essere totale. Se usassimo le stesse energie per manifestare i potenziali nascosti, senza perderci nei falsi problemi creati dalla mente, potremmo risolvere tanti dei problemi inutili che ci offuscano, e liberi da essi potremmo fluire con la vita, lasciando che siano l'intuizione e l'ispirazione a esserci di guida.
Gli uomini cercano in primo luogo di perseguire il piacere e di sfuggire il dolore, anche se inevitabilmente essi vanno e vengono e così lottano inutilmente per fuggire la realtà. Soprattutto, si cerca la felicità nella direzione sbagliata. La mente nella condizione normale è inquieta e distratta; s'identifica con ciò che osserva, dimentica la propria natura, mentre solo quando è silenziosa può udire i suggerimenti dell'anima. Essa diventa docile quando l'individuo si ricorda chi osserva la mente e il movimento del pensiero, ovviamente non è l'io illusorio creato dalla memoria, che viene osservato. Questo riconoscimento conduce alla trascendenza dell'io e in questa percezione immediata come svegliandoci da un sogno, si è coscienti per immedesimazione, di essere quell'ineffabile "qualcosa" che osserva e trascende la mente e il corpo, la sempre presente consapevolezza, trasparente e senza confini. Come uno specchio limpido non è influenzato da ciò che riflette possiamo partecipare alla realtà con equanime distacco e senza distorsioni.
In tutti i tempi, individui evoluti hanno riconosciuto che far tacere la mente è sufficiente perché sorgano stati di consapevolezza che producono chiarezza e serenità, amore e spontaneità offrendo una prospettiva radicalmente diversa della vita e della morte. Il riconoscimento attraverso l'autosservazione del movimento del pensiero e della natura illusoria dell'io esteriore conducono al risveglio e alla liberazione. Molti uomini credono di pensare ma "sono pensati", vittime del chiacchierio mentale e dei condizionamenti che impediscono loro di vedere la realtà se non attraverso distorsioni che determinano divisione e producono conflitto e sofferenza. Sappiamo che i pregiudizi impediscono di vedere correttamente le cose per quello che sono, ma il modo condizionato con cui si guarda alla realtà è così connaturato alla maggior parte degli individui che lo si considera "normale".
Parole come "anima" e "spirito" non sono comprese dai più se non come retaggio culturale di tradizioni religiose o come concetti astratti riferiti a qualcosa di molto lontano dalla vita di ogni giorno. L'anima invece, è quell'essenza coscienziale, situata oltre lo spazio-tempo, che tenta di esprimere il suo disegno creativo esperienziale attraverso di noi, ed è anche la nostra unicità peculiare. Al contrario dell'io che abbiamo costruito con l'esperienza, essa è innata.
L'anima può essere esperita mentre lo Spirito è ciò che "qui e ora" è testimone e substrato di ogni cosa, essenza che contiene lo spazio-tempo, che non può essere percepito perché "è ciò che percepisce". Il "Soggetto" che non può mai divenire "oggetto", esso è l'Uno senza un secondo, che trascende e integra l'anima individuale nella coscienza cosmica. Lo Spirito si situa prima e oltre il pensiero e le parole, perché si situa oltre allo spazio e il tempo. Nella visione indiana l'Atman (il Sé nella sua forma individualizzata) nella sua essenza è uno con il Brahman (il Sé Universale, l'Assoluto). L'anima, la cui realtà si situa ancora nel dualismo "io - mondo", nella sua essenza sconfina nel Brahman, nello Spirito Universale - principio universale della Consapevolezza e dell'Essere - di cui è raggio, oltre ogni dualismo.
Molti scienziati di fronte ai paradossi della fisica quantistica sono giunti a riconoscere che la Coscienza (Spirito) è l'interfaccia della materia e il suo substrato essenziale. Il cosmo stesso ha radici in dimensioni che trascendono lo spazio e il tempo che l'uomo non può concepire. Purtroppo questo concetto è spesso banalizzato e distorto da quelle scuole Newage che a questo punto affermano che possiamo con il pensiero creare ciò che vogliamo, confondendo la mente e l'io con l'anima e la Coscienza che li trascendono.
Quando si parla dello "Spirito", notiamo che i pregiudizi e falsi condizionamenti culturali dogmatici hanno usurpato il posto allo "Spirito Vivente" e fondato le basi della falsa spiritualità che domina il mondo. Dalla prospettiva limitata del livello mentale convenzionale (che oltretutto come abbiamo accennato è essenzialmente distorto) anche gli ideali, le fedi e le sagge filosofie quando sono considerate unilateralmente dalla prospettiva dell'ego ci allontanano dalla realtà nella sua immediatezza e mistero, nella sua ineffabile poliedricità e livelli, e danno adito al dogma e alla repressione, e ai conflitti che hanno insanguinato i secoli.
Lo spirito non è misurabile né descrivibile, ed è invece esperibile come stato di coscienza che si manifesta in un'ineffabile percezione non dualistica della realtà, nell'Unità in cui l'osservatore, l'osservato e l'osservazione sono indivisi. Quest'esperienza, inafferrabile per il pensiero razionale che per sua natura si basa sull'io, sul dualismo soggetto-oggetto, sul conosciuto e sul passato, può essere sperimentata attraverso l'autoindagine, l'insight e le tecniche che sono state "scientificamente" sviluppate dai mistici, dai saggi e sono la materia essenziale della Psicologia Transpersonale. Riconoscere la differenza tra la "mente egoica creata dal ricordo" e il "sé coscienza" è la vera iniziazione interiore che permette all'uomo di accedere al Nuovo Piano di Coscienza. La consapevolezza nella sua essenza è indefinibile: essendo il substrato stesso in cui ha luogo l'osservazione dei processi mentali con cui cerchiamo di definirla, essa è sempre "soggetto" e mai "oggetto". Per sua natura il pensiero non è in grado di cogliere la fragranza dell'esperienza diretta dell'Essere; infatti, spesso nell'istituire organizzazioni "spirituali" e nel propagare la fede attraverso i nostri "normali" sistemi di pensiero, creiamo spesso un'efficace trappola per chi ricerca la verità e rinforziamo i conflitti da cui volevamo fuggire attraverso lo "Spirito liberatore". Lo avevamo sentito bussare nel nostro cuore come il richiamo a un mondo più vero e buono e dopo averlo accolto si è rivelato un despota che c'imprigiona. Raramente la cultura imperante ci spinge a riflettere e indagare sulla natura di ciò che in noi osserva, o ci aiuta a comprendere gli ingannevoli meccanismi del pensiero condizionato. Forse poiché il pensiero accomuna tutti gli uomini, pare senza senso osservarne criticamente la natura e cercare di riconoscere se ha effetti distruttivi, e cercare modalità ed energie diverse per una vera trasformazione dell'uomo. Tuttavia è questa direzione trans-mentale e transpersonale la chiave del processo evolutivo che l'uomo deve affrontare.
Lo sviluppo del pensiero ha portato a sofisticate tecnologie, al benessere economico nei paesi industrializzati e a uno sviluppo scientifico senza precedenti, ma non a una migliore qualità della vita, e non ha di certo risolto i gravi problemi che vediamo nel mondo. Ha invece spesso condotto alla più profonda disarmonia e alla frammentazione che vediamo riflesse nei problemi ecologici e sociali che paiono sempre più gravi e irrisolvibili. La mente e il pensiero sono ottimi strumenti che dobbiamo dominare. La trasformazione del mondo comincia da noi stessi e passa per la trasformazione di sé.
Maestri dello Zen, dell'Advaita Vedanta, del Taoismo, i mistici Cristiani, e i "risvegliati" di ogni tempo e cultura cercano di indicare il sentiero della consapevolezza interiore che porta oltre al pensiero e all'identificazione con il corpo - mente.
Scaturisce dal contatto con il "testimone interiore" - "la sempre presente consapevolezza" - uno stato che è spesso definito: liberazione, risveglio, illuminazione. La visione "non dualista" integra l'impulso alla trascendenza oltremondano con il riconoscimento che il mondo è un riflesso dello Spirito e ne è inseparabile.
Recentemente, nel manifesto di un importante congresso sulla pace cui prendevano parte famosi personaggi del mondo politico e culturale tra i quali numerosi premi Nobel, è stato affermato che per risolvere i problemi e le sfide del terzo millennio l'uomo deve attraversare una trasformazione interiore che lo conduca a una Coscienza Cosmica. Una coscienza, quindi, libera dalle faccende egocentriche del pensiero, che può finalmente armonizzarsi con il Tutto e portare l'individuo a fluire con la vita quotidiana in libertà. Quando siamo rigenerati dal contatto con la "Pura Consapevolezza" la nostra personalità e il nostro io rinascono come espressione spontanea e autentica e la nostra individualità peculiare si esprime in armonia con il Tutto.
Come abbiamo ripetuto, assumere un atteggiamento autenticamente spirituale, olistico ed ecologico che conduca al benessere e alla pace, non è faccenda che compete al pensiero. Il proliferare di congressi e pubblicazioni su quest'argomento, se non sarà accompagnato dalla diffusione di pratiche esperienziali efficaci, porterà assai poco giovamento al mondo. Il cambiamento coscienziale non è l'accettazione di qualche nuova teoria, ma l'attuazione reale di un diverso modo di sentire. Le tradizioni spirituali ci hanno tramandato, oltre alle storie mitiche e simboliche, oltre a precetti morali e indicazioni per dirigere la società, anche autentiche vie esperienziali per il risveglio della Coscienza, che i mistici hanno utilizzato e trasmesso. La Psicologia Transpersonale ha assimilato un ricco repertorio di metodi che sono la sintesi dell'approccio scientifico moderno con la saggezza dell'Oriente. Tecniche esperienziali offrono a volte profonde immersioni in dimensioni interiori che attivano potenziali trasformativi d'incomparabile efficacia, e che spesso producono una vera e propria rinascita dell'individuo risvegliandolo alla propria vera natura. Questo processo comprende certamente la soluzione dei problemi psiconevrotici e dei blocchi energetici che inibiscono la realizzazione della pienezza di sé. La respirazione intensa del Rebirthing Transpersonale, poiché coinvolge il corpo, attiva l'energia vitale, scioglie blocchi energetici, risolve nella catarsi traumi passati e offre accesso a dimensioni superconsce e alla trascendenza dell'io, è una riconosciuta via maestra alla salute olistica.

"Il sufi" dice Jalal-uddin Rumi: "è parola non contenuta nel dizionario, il figlio del tempo presente." Il progresso spirituale è un progresso a spirale. Noi partiamo come bambini nell'eternità animale della vita in un punto del tempo, senza inquietudine per il futuro né rimpianto per il passato; cresciamo fino a entrare nella condizione specificamente umana di coloro che guardano avanti e indietro, che vivono in larga misura, non nel presente, ma nel ricordo e nell'anticipazione, non spontaneamente ma in base a una regola e con prudenza in stato di pentimento, timore e speranza; e possiamo continuare, se lo vogliamo, tornando con una sola virata verso un punto corrispondente al nostro punto di partenza nell'animalità, ma incommensurabilmente sopra esso. Una volta ancora la vita è vissuta nel momento: la vita, ormai, non di una creatura subumana, ma di un essere in cui la carità ha espulso il timore, la visione ha preso il posto della speranza, la spersonalizzazione ha messo fine all'egotismo positivo della reminiscenza compiacente e all'egotismo negativo del rimorso. Il momento presente è la sola apertura attraverso la quale l'anima può passare dal tempo nell'eternità, attraverso cui la grazia può passare dall'eternità nell'anima, e attraverso cui la carità può passare da un'anima nel tempo a un'altra anima nel tempo. Ecco perché il sufita, e insieme a lui ogni altro esponente che pratichi la Filosofia Perenne è, o cerca di essere, un figlio del tempo presente.
A. HUXLEY

Dott. Filippo Falzoni Gallerani